Recensione MM

Titolo: The Cowboy Contract
Autrice: BA Tortuga
Editore: Triskell Edizioni
Genere: MM romance
Uscita: 9 marzo 2026
Pagine: 288
TRAMA
Cosa faresti se la tua intera vita dipendesse dal trovare un marito e un figlio… dall’oggi al domani?
Ryder Vittor ha tutto: è una stella del rodeo e gestisce il ranch di famiglia. Ma la stabilità ha un prezzo: un ultimatum di sua nonna lo costringe a sposarsi per non perdere tutto ciò che ama. Disperato, decide di assumere qualcuno che reciti la parte del marito ideale.
Kase McDaniel, ex cavalca tori con una carriera stroncata da un grave incidente, non ha più nulla a cui aggrapparsi. Quando Ryder gli offre un posto al sicuro nel suo ranch in New Mexico, Kase accetta, scoprendo però l’assurdo piano dell’amico. Ma Kase ama Ryder in segreto da anni: perché lasciare che un estraneo firmi quel contratto se può farlo lui?
Tra bambini in affido che hanno bisogno di cure e il caos di una famiglia dedita al rodeo, il confine tra finzione e realtà si fa sempre più sottile. Riusciranno a trasformare un pezzo di carta in un amore reale prima che il contratto scada?
RECENSIONE
Ci sono storie che parlano di amore. E poi ci sono storie che parlano di appartenenza. The Cowboy Contract è entrambe le cose.
BA Tortuga ci accompagna tra polvere, recinti e cieli immensi, ma sotto l’ambientazione da ranch pulsa qualcosa di molto più intimo: la paura di non essere abbastanza, il bisogno di proteggere ciò che si ama e il coraggio di scegliere la felicità, anche quando sembra la strada più difficile.
Il “contratto” da cui parte tutto è, sulla carta, un accordo pratico. Una soluzione. Un compromesso. Ma fin dalle prime pagine si percepisce che non potrà restare solo questo. Perché quando due uomini abituati a farsi carico del mondo iniziano a condividere lo stesso spazio, lo stesso tetto, gli stessi silenzi… qualcosa cambia. Non è un’esplosione improvvisa. È un avvicinarsi lento, quasi timido. Uno sguardo che dura un secondo di troppo. Una mano che si posa sulla spalla e resta. Una presenza che, giorno dopo giorno, diventa necessaria.
“Non è mai esistito un cavallo che non potesse essere cavalcato; non è mai esistito un cowboy che non potesse essere disarcionato.”
La forza del romanzo sta proprio in questa costruzione emotiva graduale. I protagonisti non sono eroi perfetti: sono uomini cresciuti in un contesto in cui l’amore, soprattutto quello tra due uomini, non è sempre stato semplice da nominare. Portano addosso il peso delle aspettative, delle tradizioni, delle responsabilità familiari. E vedere le loro difese abbassarsi, un passo alla volta, è profondamente toccante.
C’è una dolcezza ruvida in questa storia. I sentimenti non vengono dichiarati con grandi discorsi teatrali, ma si leggono nei gesti: nel caffè preparato all’alba, nella schiena coperta con una coperta dopo una giornata estenuante, nella scelta silenziosa di restare. È un amore che nasce dalla quotidianità, dalla fiducia costruita con pazienza. E proprio per questo risulta autentico.
Emotivamente, il romanzo colpisce perché parla di vulnerabilità maschile senza filtri. Parla della paura di desiderare troppo, di perdere tutto, di esporsi. Ma parla anche della libertà che si prova quando, finalmente, si smette di fingere. Quando il “contratto” non è più una facciata, ma diventa una promessa vera.
Il ritmo è tranquillo, coerente con la vita di ranch che racconta. Non è una storia fatta di drammi eclatanti o colpi di scena continui, ma di trasformazioni interiori. E se in alcuni punti può sembrare lenta, è una lentezza che serve: permette al lettore di respirare insieme ai protagonisti, di sentire il cambiamento mentre avviene.
The Cowboy Contract è, in fondo, un romanzo sul trovare casa. Non un luogo, ma una persona. Qualcuno che ti guarda e decide di restare. E quando arrivi all’ultima pagina, ti accorgi che quel contratto iniziale era solo un pretesto: il vero accordo è quello tra due cuori che imparano, con fatica e dolcezza, a scegliersi ogni giorno.


