
Titolo : Anathema
Autore : Keri Lake
Serie/Saga : Autoconclusivo (Ambientato nel mondo di Aethyria).
Editore : Mondadori
Genere e sottogenere : Dark Fantasy, Paranormal Romance, Romantasy.
Prezzo : Kindle: 13,99 € | Copertina rigida: 22,80 € | Audiolibro: 10,46 €
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Trama
TU VEDI I MORTI, RAGAZZA. MA HAI MAI GUARDATO LA MORTE IN FACCIA? Cosa si nasconde nella Foresta delle Streghe, dove i peccatori vanno a morire? Gli abitanti del villaggio lo chiamano il Bosco Divoratore, perché non restituisce mai ciò che vi entra. Solo un pazzo oserebbe avvicinarsi. Oppure un esiliato. Maevyth Bronwick sa che è meglio non oltrepassare il nebbioso labirinto di alberi, ma un evento tragico la spinge oltre l’arco di ossa, un confine che nessun mortale ha mai superato, verso un mondo oscuro e fantastico, tanto pericoloso quanto affascinante. È lì che dimora il maledetto Signore di Eidolon: Zevander Rydainn, noto alle sue prede come lo Scorpione, è l’assassino più freddo e astuto di tutta Aethyria. Tocca a lui tenere Maevyth nascosta al Magestroli che cerca di ucciderla in nome di un’arcana profezia. Il sangue di Maevyth è infatti la chiave per spezzare la maledizione che Zevander odia e sconfiggere il male nascosto nella Foresta delle Streghe. Sfortunatamente per Lord Rydainn, il destino ha altri piani per l’irresistibile piccola incantatrice. E la sua crescente ossessione verso di lei minaccia di distruggere ogni cosa.
La serie The Eating Woods Trilogy è composta da:
- Anathema
- Eldritch
- Vasmora
Recensione
«Non avrei mai immaginato che un uomo come te credesse nel destino.»
Incollats Romantics,
il bosco è sempre stato qualcosa di inquietante, capace di generare nell’umanità fantasie contorte e spesso spaventose. E questa serie, dal titolo “The Eating Woods”, di certo non è da meno.
Confesso che mi sono avvicinata alla lettura solo perché il titolo è approdato su Audible e la lettrice, Giada Sabellico, è molto brava e rende la storia accattivante; forse è davvero lei la marcia in più per un libro che, altrimenti, risulterebbe difficile da digerire. I motivi sono vari: dall’horror inquietante di alcune scene al glossario infinito a inizio volume. Capisco sia la prassi, ma forse alcune voci sarebbe stato meglio spiegarle in corso d’opera anziché sciorinare nomi inventati per venti pagine.
Parere mio.
«Consideralo un atto di gentilezza. Di solito sono incline a distruggere tutto ciò che risveglia il mio lato impulsivo.»
Cosa dirvi, comunque?
Abbiamo un doppio POV strutturato in quel modo un po’ âgé: la prima persona per la protagonista femminile e la terza persona esterna per quello maschile. È una scelta intrigante, ma forse spersonalizza un personaggio così imponente come Zevander. Anche se il narratore esterno è focalizzato su di lui, a me è risultato un po’ stonato.
“Un uomo che avrebbe potuto distruggermi facilmente in una sola notte.”
Maevyth è la nostra bellissima protagonista che vive in un mondo dove regna una sorta di chiesa bigotta, maschilista e patriarcale. Vive con la nonna acquisita — una persona ignobile e opportunista —, i suoi due figli (gli zii acquisiti) e la sorellastra che invece lei adora. Insomma, è una famiglia allargata, ma ben lungi da quelle delle sit-com. Lei ha una luna d’argento in un occhio, sembra parlare con i morti ed è ostracizzata perché giudicata “stramba”; sua nonna (o nonnatrigna?) finisce per venderla in sposa a un personaggio inquietante e malvagio.
«Sei una dannata tortura, Lunamiszka»
Nel frattempo abbiamo il tenebroso Zevander, che viene da “al di là del bosco”, un reame che sembra solo apparentemente migliore di quello dei mortali a cui appartiene Maevyth. Lui ha dei poteri particolari — e inquietanti —; è un assassino, un guerriero e si porta dietro un passato agghiacciante di abusi e soprusi, oltre a un fratello e una sorella altrettanto “particolari”.
Mentre è alla ricerca di qualcosa — che non voglio svelarvi — si imbatte in Maevyth e gli “parte l’ormone magico”. Ma tranquilli: il libro è uno slow burn da quel punto di vista, talmente tanto da essere indicato persino nei trigger warning (a discapito di altre cose un tantino più raccapriccianti).
In qualche modo, Maevyth e Zevander si ritroveranno non solo a conoscersi, ma anche a vivere nello stesso castello, dove la nostra eroina capirà alcune cose su di sé, scoprirà i propri poteri e si sentirà sempre più attratta dal tenebroso protagonista.
“La ragazza con la luna negli occhi e il fuoco nell’anima.”
Il libro mi ha convinta da un third in poi, perché ci ho messo un pochino a entrare nella storia. Ho avuto la percezione che potesse essere concepito in modo più sintetico, tanto che la trilogia si sarebbe potuta evitare, ma sappiamo bene perché a volte vengano fatte queste scelte. Lo capisco, ma restano convinta che segnalare il finale cliffhanger sia un atto dovuto verso il lettore; non basta un semplice: “ma tanto si sa che queste storie non sono autoconclusive”.
La componente horror e dark fantasy è molto sviluppata (se non volete usare il termine horror); è davvero inquietante, con descrizioni di scene violente tali da far apparire le “Nozze Rosse” del Trono di Spade un pic-nic nella casa di Topolino.
La scrittura è accurata, evocativa e accattivante, anche se, come ho detto in apertura, ho gradito poco la spersonalizzazione del POV di Zevander.
Lo spicy c’è, ma ci sono anche molte vibes tra i protagonisti. Purtroppo, sono presenti anche scene di sesso che non hanno nulla a che vedere con la relazione tra i due, rendendo la lettura ancora più ansiogena.
Sono incuriosita dai volumi successivi, ma devo ammettere che l’unico elemento che mi tiene davvero legata è la relazione tra i due protagonisti; il resto della trama appare ancora torbido e poco chiaro.


