
Titolo: “Il patto con il magnate”
Autrice: mira lyn Kelly
Serie: 3 della serie scapoli d’oro – autoconclusivo
Traduttore: Paola Ciccarelli
Genere: contemporary romance
Sottogeneri e trope: Finta relazione ,Odio → amore ,Bad boy / brava ragazza, Sorella del migliore amico ,Vicinanza forzata ,Sexy imprenditore immobiliare
Pagine: 176
Prezzo: 3,99€ – Disponibilei in KU
Data di uscita: 31 marzo 2026
Link Amazon: https://amzn.to/3PTkpt7
La serie ” Tre scapoli d’oro” è così composta:
1-La cotta per il milionario (Recensione QUI)
2- Il bacio di un Hockeista (Recensione QUI)
3- Il patto con il Magnate
TRAMA
Non sono un completo stronzo. La maggior parte delle volte sono un bravo ragazzo. Solo non con la sorella del mio amico…
Lei è sexy come il peccato...
È super arguta, ed è anche la piccola arpia seducente che mi irrita da quando eravamo bambini.
Non voglio farle un favore…
Se si trattasse di una qualsiasi altra donzella in pericolo che cerca di liberarsi da attenzioni indesiderate, riuscirei a essere il perfetto finto fidanzato per cinque minuti.
Ma Laurel tira fuori il bastardo che è in me, e cinque minuti mi sembrano a malapena sufficienti per metterla in imbarazzo.
Lei vuole essere un passo avanti a me…
Ma io voglio vincere. E forse anch’io ho bisogno di un favore.
RECENSIONE
Mie brioscine
sono onesta: il terzo libro della serie Scapoli d’oro di Mira Lyn Kelly è il mio preferito
Perché? La trama non è scontata: è solida, intensa e anche sorprendentemente realistica.
Abbiamo Laurel e Jack, che si conoscono da sempre… e si detestano da sempre. Lui è il migliore amico del fratello di lei, quindi praticamente cresciuti insieme, tra frecciatine e antipatia cronica.
Finché il destino decide di metterci lo zampino.
Durante una serata tra amici (i protagonisti dei libri precedenti), Laurel si presenta con un collega insistente che non capisce un chiarissimo “no”. E quindi? Vede Jack—aka “lo stronzo” nella sua testa—e lo usa come finto fidanzato per liberarsene.
Finita lì? Ovviamente no.
Qualche giorno dopo è Jack a usare la stessa carta: per chiudere un affare importante (di quelli che pesano davvero), tira fuori la “fidanzata”… cioè Laurel.
Ed eccoli lì: finti fidanzati, con amici e famiglia perfettamente consapevoli della finzione
Laurel è indipendente, testarda, la classica pecora nera: ha scelto da sola la sua strada e non si è mai voltata indietro.
Jack invece è un imprenditore sicuro di sé, un po’ arrogante, molto carismatico… e sì, decisamente macho.
«Tu non scorderai mai cosa siamo e cosa non siamo.»
E da qui parte tutto:
nomignoli improbabili,
proposte che non sono davvero proposte,
dialoghi pungenti e battute al vetriolo…
ma soprattutto tante risate, perché entrambi usano l’ironia come arma principale.
La cosa più assurda?
Le famiglie di entrambi che si divertono a giocare al finto matrimonio del finto fidanzamento
«Sei stupenda, e sono fortunato ad averti al mio fianco, anche se la nostra relazione è finta.»
E da lì… il confine tra finzione e realtà diventa sempre più sottile.
Perché loro hanno un passato: in un periodo in cui si sono trovati soli, senza il fratello di lei a fare da barriera, si sono avvicinati… molto. Le scintille hanno preso fuoco, ma non hanno mai oltrepassato il limite.
«Sì, un appuntamento vero, Laurel. Ti scervellerai su cosa indossare. Ti regalerò dei fiori. Ti porterò a cena in un posto favoloso.»
C’è poi un episodio che tormenta la memoria di Jack, di cui Laurel è protagonista e che non hanno mai davvero chiarito…
«Gli ho detto che se mai avessi avuto un’altra possibilità con te, mai e poi mai avrei passato un’altra decina d’anni a rimpiangere di non averla colta.»
Cosa dire? Ho adorato questo libro.
Li ho trovati freschi e autentici e, nonostante i trope non siano tra i più originali, è il modo in cui sono stati costruiti che elimina completamente il fattore banalità.
Lo consiglio a chi ama protagonisti che fanno sorridere—loro stessi e il lettore.
«Un sorriso vero, pieno e ampio… così fottutamente bello che fa male guardarlo.»
E a chi cerca una storia spicy, ben costruita e con una forte impronta ironica.
Forse avrei voluto un pizzico di risoluzione in più per Laurel, ma per il resto l’ho trovato fluido, coinvolgente e davvero ben scritto .


