recensione

Titolo: Get It Together
Autore: Shelby Rhodes
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Serie: The Undead Detective Agency #1
Genere: Contemporaneo, Paranormal, Vampiri, Mistery
Prezzo: 4,99€
Uscita: 4 Aprile 2016
TRAMA
Octavius Evander è un vampiro più antico degli antichi romani, ma ha la maturità di un adolescente entusiasta e un piano decisamente folle: fondare la Undead Detective Agency.
Essere un predatore millenario non significa necessariamente saper gestire la burocrazia. Octavius ha dimenticato licenze, uffici e un piano aziendale solido, ma è pronto a tutto pur di tuffarsi nei misteri del mondo paranormale. Tra una segretaria letale e la ricerca di una squadra improbabile, il suo unico vero obiettivo è sconfiggere la noia dell’eternità.
Tutto cambia quando al colloquio per il posto di autista si presenta Turney. È umano, è bellissimo ed è totalmente all’oscuro dell’esistenza di creature soprannaturali. Assumerlo è un rischio che potrebbe esporre l’intero mondo occulto, ma il desiderio di averlo vicino è più forte di qualsiasi prudenza.
Riuscirà Octavius a proteggere il suo segreto mentre cerca di risolvere il suo primo caso, o finirà per perdere la testa (e il cuore) per l’unico uomo che non dovrebbe nemmeno conoscere il suo nome?
RECENSIONE
Se dovessi riassumere questa lettura in poche parole direi: un vampiro millenario con l’energia di un bambino iperattivo, un aspirante avvocato con un passato da pilota clandestino e una quantità sospetta di glitter narrativo. E sorprendentemente… funziona.
Questo primo volume di The Undead Detective Agency è una di quelle storie che partono con un’idea apparentemente folle — aprire un’agenzia investigativa per casi paranormali — e poi riescono nell’impresa ancora più difficile: rendere tutto perfettamente credibile (o almeno, credibile quanto può esserlo un vampiro che compila volantini pubblicitari).
Octavius Evander è il cuore pulsante del romanzo, e definirlo “vampiro” è riduttivo. Sì, ha più di duemila anni, sì, è affascinante in modo quasi illegale… ma è anche un concentrato di entusiasmo, impulsività e caos organizzato. Immaginate un aristocratico antico con il gusto estetico che oscilla tra il gotico teatrale e qualcosa di decisamente troppo scintillante. Ha l’attenzione di un bambino davanti a una vetrina di dolci e la serietà imprenditoriale di qualcuno che ha deciso di aprire un’agenzia… senza avere la minima idea di come funzioni la burocrazia.
Eppure, sotto questa superficie esuberante, si intravede qualcosa di più: una malinconia antica, un passato tutt’altro che leggero e un bisogno quasi disperato di riempire il vuoto dell’eternità. Il risultato? Un personaggio irresistibile, a metà tra il disastro ambulante e il vampiro più adorabile che vi capiterà di incontrare.
” Capiamoci. Non intendi mangiarmi e vuoi davvero solo un’autista. Ma i vampiri sono reali, e tu sei uno di loro.”
Poi arriva Turney Pimms, e qui il gioco si fa interessante. Studente di legge a Yale, bello senza sforzo e con un curriculum che include anche corse clandestine (perché limitarsi a una vita normale quando puoi complicartela?), Turney è il perfetto contrappeso a Octavius. Dove uno è impulsivo, l’altro cerca — invano — di mantenere un minimo di logica. Dove uno vive fuori dal tempo, l’altro è fin troppo umano, con problemi concreti come l’affitto e le scelte discutibili.
Il loro incontro è tutto tranne che ordinario: un colloquio di lavoro che si trasforma rapidamente in una rivelazione soprannaturale e, subito dopo, in un “ok, accetto lo stesso”. Perché? Beh, tra uno stipendio interessante, un capo magnetico e una curiosità che sfiora l’incoscienza, Turney decide che forse lavorare per un vampiro non è poi così male. O almeno, non peggio delle alternative.
La dinamica tra i due è il vero motore della storia: battibecchi, attrazione immediata (altro che slow burn olimpico) e una complicità che cresce mentre si ritrovano a indagare su creature tutt’altro che amichevoli. E mentre affrontano casi paranormali e una squadra sempre più bizzarra — tra zombie, streghe e licantropi — quello che emerge è qualcosa di più profondo: un legame che oscilla tra desiderio, affetto e quella fastidiosa consapevolezza che le cose potrebbero complicarsi parecchio.
Lo stile dell’autrice è vivace, ironico e volutamente sopra le righe. Non ha paura di essere eccentrica, anzi: abbraccia il lato più strano della storia e lo trasforma in un punto di forza. Si passa con naturalezza da scene quasi comiche a momenti più emotivi, senza mai perdere ritmo.
«La luce solare?» «La adoro.» «Paletto nel cuore?» «Al più un fastidio.» «Il tuo cuore batte?» «Molto lentamente, se non per nulla quando sono a corto di sangue.»
E poi ci sono i personaggi secondari, che non fanno da semplice contorno ma contribuiscono a creare quella sensazione di “famiglia disfunzionale ma affiatata” che rende tutto ancora più coinvolgente.
In definitiva, questo libro è un mix riuscito di mistero, romanticismo e follia controllata. Non è perfetto — e per fortuna, perché parte del suo fascino sta proprio nel suo essere un po’ sopra le righe — ma è divertente, coinvolgente e pieno di personalità.
Consigliato a chi cerca una storia MM fuori dagli schemi, con personaggi memorabili, dialoghi brillanti e un vampiro che, più che spaventare, viene voglia di assumere… o almeno di osservare da una distanza di sicurezza.


