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Recensione – Sunlight. Luce nel buio di Devney Perry

Titolo: Sunlight -Luce nel buio

Autrice: Devney Perry

Serie/Collana: 2 di una serie autococlusivi 

Editore: Newton Compton editore 

Genere: conteporary romance 

Sottogeneri e trope: forced proximity, small town romance, Accidental Pregnancy, emotional healing

Prezzo: 5,99

Data di uscita26 Maggio 2026

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TRAMA

Quando Sasha arriva in Montana spera solo di ricominciare. Di certo non immagina che il suo primo giorno sarà segnato da una buffa disputa per un carrello del supermercato, né che a sedare la lite comparirà l’uomo più affascinante che abbia mai incontrato. Jax Haven, col suo sorriso disarmante e i modi gentili, la prende completamente alla sprovvista, soprattutto quando le chiede di uscire. Sta per accettare, quando lui pronuncia il suo cognome. E il mondo le crolla addosso. Perché Jax è uno dei proprietari dell’Haven River Ranch, il luogo in cui Sasha inizierà a breve a lavorare. Così prende la decisione più sensata per lei: rifiutare. E soprattutto ignorare Jax. Ignorare il suo sorriso, i suoi occhi che sembrano leggerle dentro, la tenacia con cui cerca di avvicinarla e di creare un legame con lei. E ci riesce, almeno fino alla festa annuale del ranch. Qualche bicchiere di champagne e un passo falso mandano in frantumi tutte le sue buone intenzioni. Da quel momento fingere che Jax Haven sia solo un collega diventa impossibile. E quando un’imprevista novità si affaccia nella vita di Sasha, le sue certezze iniziano a vacillare: forse quello che ha sempre temuto non è la distanza da mantenere, ma ciò che rischia di provare davvero…

RECENSIONE

Mie care brioscine,
sono entrata nel loop di una penna che mi è sempre piaciuta, ma che questa volta è riuscita persino a tirarmi fuori dal semi blocco in cui ero piombata.
Devney Perry ha questa capacità: prende personaggi pieni di ferite silenziose e li fa arrivare dritti addosso.

Ma andiamo con ordine.

Jax Haven è il fratello minore di West, protagonista del primo volume.
È il figlio di Curtis, il nipote di Alan e Sara… ma non è mai stato davvero il figlio di Lily.
Ed è questo il suo più grande rimpianto: essere cresciuto con una presenza materna accanto, senza però averla mai sentita realmente sua.

Sasha arriva in Montana con poca speranza, tanta forza e ancora più freddezza.
Per un attimo, però, quella corazza si incrina: appena arrivata, in un supermercato, incontra Jax.
Quasi un colpo di fulmine.

“Poi Jax aveva spazzato via tutto. Per tre incredibili isolati, avanti e indietro, avevo pensato che sarebbe andato tutto bene. Che avessi fatto una buona scelta. Che il Montana fosse il posto giusto.”

“Dimmi una bugia.
Dimmi un segreto.”

Ma dura solo un attimo, perché Sasha torna immediatamente a chiudersi in se stessa.
Anche perché Jax sarà il suo nuovo datore di lavoro e lei è determinata a tenerlo a distanza.

Finché il suo appartamento pessimo, l’assenza di acqua calda e il rigidissimo inverno del Montana non finiscono per avvicinarli inevitabilmente.
E una sera un po’ troppo alcolica rende Sasha più vulnerabile… e Jax decisamente più intraprendente.

“Non avrei dovuto sorprendermi di svegliarmi da solo la mattina dopo. Non dopo che mi aveva tenuto a distanza per tre mesi. Ma cavolo, se mi bruciava. Mi bruciava davvero, cazzo.”

Ma Sasha continua a nascondersi.
Da lui, ma soprattutto da se stessa.

Perché Sasha ha un segreto.
O forse sarebbe meglio dire un fardello che si porta addosso da troppo tempo e che la sta lentamente logorando. Lo vediamo nelle lettere che scrive.

Solo che adesso si aggiunge un altro tassello a quel caravan di emozioni già ingestibili: Sasha è incinta.
O meglio, sono incinti.

E la scelta è quella di tenerlo. Perché Sasha ha già perso troppo nella vita per rinunciare anche a quella piccola speranza che sogna di poter chiamare Jojo.

E Jax?
Jax che, dietro la nomea da farfallone, nasconde in realtà principi solidi e un cuore enorme, non si tira indietro nemmeno per un secondo.

E il resto, brioscine mie, dovete scoprirlo da sole.

Io ho trovato tutta la parte emotiva estremamente realistica.
Sono entrata in sintonia con entrambi i personaggi, con le loro paure, i loro silenzi e quel bisogno disperato di sentirsi finalmente scelti.

La parte spicy arriva in maniera fluida, mai pretestuosa per giustificare la trama, e piccante con il giusto gradiente.

Jax mi ha conquistata da subito, con quella dolcezza trattenuta, il suo essere un amico solido per gli altri e il suo modo di amare.

Mentre Sasha mi ha spezzato il cuore: una donna che cerca di sopravvivere anche quando la vita sembra averle tolto già troppo.

“Ma mentre Jax mi avvolgeva con le sue braccia, mentre mi coccolava nel suo calore, chiusi gli occhi. E per la prima volta dopo tanto, tanto tempo, mi addormentai con un sorriso sulle labbra.” cit.

È un libro che parla di legami familiari spezzati, difficili, quasi recisi.
Parla di ricostruzione e senso di appartenenza: appartenere finalmente a qualcuno e magari anche a un luogo.

Ecco, lo consiglio a chi ha voglia di un libro dolce, senza grandi colpi di scena, ma realistico, intimo e pieno di calore.

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