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Recensione – Reign Of Darkness di Ariana Nash

Titolo: Reign of Darkness

Autrice: Ariana Nash

Serie/Collana: Prince’s Assassin #2 (non autoconclusivo)

Editore: Quixote Edizioni

Genere: Fantasy MM

Sottogeneri e trope: Dark Fantasy, , MM, Enemies to Lovers, Slow Burn, Forced Proximity, Morally Grey Characters

Pagine: 436

Prezzo: €4,99 (ebook) 

Data di uscita: 20 giugno 

TRAMA

Dopo che un terribile incendio ha distrutto il palazzo dei Caville, e con la popolazione di Loreen che si è rivoltata contro di lui, al principe Vasili non rimane altra scelta che fuggire dalla sua dimora, lasciando Amir libero di proclamarsi re.

Ma la vita del principe non è l’unica ridotta in cenere. Re Amir non ha dimenticato Nikolas Yazdan… il macellaio, il figlio bastardo di un lord, e l’animaletto domestico preferito di Vasili. Nikolas non ha paura di Amir, ma il nuovo re ha scoperto che la maledizione dei Caville si può impugnare come un’arma, e ha fatto di lui il suo bersaglio.

Per Vasili e Niko l’unico rifugio possibile è l’esotico sud. Una terra di pirati e ladri, misteri e magia. Una terra di opportunità, per un principe manipolatore e il suo riluttante sicario.

Ma proprio quando Nikolas sta iniziando a credere che potrebbe valere la pena di combattere per Vasili, che con lui sul trono Loreen potrebbe salvarsi, la fiamma oscura intrappolata nella discendenza reale svela i propri antichi legami.

Un principe deve controllare quel potere inarrestabile, che desidera ferocemente la fuga.

L’altro deve morire.

RECENSIONE

Mie care brioscine,

i secondi volumi spesso rischiano di essere dei semplici riempitivi tra un inizio esplosivo e un finale attesissimo. Fortunatamente, Reign of Darkness non cade in questa trappola. Se King of the Dark era un intrigo di corte oscuro e crudele, qui Ariana Nash alza notevolmente la posta in gioco, approfondendo la maledizione dei Caville attraverso viaggi inaspettati, leggende antiche, chiavi perdute, segreti di famiglia e lotte per il potere.

«Un Caville dovrà per sempre custodire la Fiamma.»

Nel primo romanzo avevamo lasciato Vasili a corte insieme all’unico altro Caville sopravvissuto, nel tentativo di gestire la Fiamma: un potere antico, inarrestabile e instabile. Meno Caville restano a controllarla, più la Fiamma prende il sopravvento, lasciando dietro di sé una scia di cenere e distruzione.

Vasili è il principe di un regno ormai perduto, tradito da chi avrebbe dovuto proteggerlo e costretto alla fuga grazie all’aiuto di Nikolas Yadzan, che letteralmente lo strappa da un castello in fiamme.

«Non te lo chiederò né te lo ordinerò, Nikolas Yadzan, ma tu ritornerai comunque.»

Da quel momento i due si ritrovano a condividere un viaggio che li porterà lontano dalla corte, fino a territori desertici e oceani sconosciuti. Celando le loro identità, si aggregheranno a Yasir e al suo carro di seta pregiata in viaggio verso il Seran. Un viaggio che porterà a radici mai approfondite, scenari diversi e a più segreti e tradimenti che conferme.

«Tre chiavi. Tre stirpi. Tre Famiglie.»

Vasili rimane manipolatore, egoista e ambiguo: una red flag ambulante. Eppure è impossibile smettere di pensarlo. Lo stesso vale per Nico che, nonostante conosca perfettamente tutti i suoi difetti, continua a vedere in lui qualcosa che vale la pena salvare. Perché noi lo vediamo attraverso i suoi occhi, nelle sue non azioni e nelle frasi lasciate in sospeso.

Tutto quanto di lui sembrava più piccolo, come se potesse essere il figlio amorevole di qualcuno, il fratello di qualcuno, l’amante di qualcuno.»

L’evoluzione della relazione tra Nikolas e Vasili è molto più intensa rispetto al primo volume. Il sentimento cresce lentamente attraverso sfiducia, tradimenti e sacrifici, mantenendo costante la tensione emotiva. Se nel primo libro Julian rappresentava una continua distrazione, qui, pur contando sulla presenza di Yasir come perfetto parafulmine, Nikolas e Vasili risultano irrimediabilmente attratti l’uno dall’altro. Più cercano di allontanarsi, più finiscono per orbitarsi attorno.

    «Io non voglio niente di tutto questo. Quello che voglio è un capanno nei boschi con l’uomo a cui temo di aver finito col tenere, a dispetto di tutti i miei sforzi in senso contrario.»

    Le scene spicy sono esplicite, ma quello che intriga di più è la codipendenza di entrambi a livello psicologico. La carnalità, quasi slow burn, che ci trasciniamo dal primo volume rimane sempre sullo stesso piano di quella emotiva. Sembrano, e sono, inesorabili.

    Proseguendo nella lettura scopriremo anche molto di più sugli Yadzan, sulla loro storia e sul peso che questa famiglia continua ad avere negli equilibri del mondo creato dall’autrice.

    I colpi di scena e i plot twist saranno tanti, moltissimi, e alcune cose a cui non avevate fatto caso torneranno a mordervi il cervello nei momenti più impensati.

    «Farò quello che bisognerà fare. Ti fermerò, se devo. Ma sino a quel momento, sono qui, a proteggerti da tutto ciò che potrebbe farti del male, compreso te stesso. Mi hai sentito? Un grifone dovrà per sempre custodire la Fiamma. Io sto custodendo te. Io sono il tuo protettore. Se non lo fossi, ti avrei ammazzato già centinaia di volte.»

    In conclusione, Reign of Darkness mi ha ricordato perché ho imparato ad amare i fantasy capaci di farti dubitare di tutto. Dei protagonisti in primis, delle frasi taciute, delle leggende che hanno sempre un pizzico di verità e delle maledizioni che sembrano profezie. È un libro che semina domande e raccoglie ossessioni, lasciandoti continuamente a rincorrere la prossima briciola di verità.

    E adesso, se non vi dispiace, vado a recuperare il sonno che Ariana Nash mi ha rubato. Perché non puoi finirmi un libro in questo modo. Non è un cliffhanger nel vero senso della parola, ma non è sicuramente legale. Non si fa. Non dopo avermi lasciato con così tante domande e il disperato bisogno di aprire immediatamente il volume successivo.

    (meno una notte di sonno)

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