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Recensione – Oltre il confine dei sogni di Sylvie De Santis 

Recensione

Autrice: Sylvie De Santis 

Titolo: Oltre il confine dei sogni

Lunghezza stampa: 456 pagine

Lingua: Italiano

Data di pubblicazione: 21 novembre 2025

Tropes: Thriller psicologico

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TRAMA

Maddalena vive sospesa tra due mondi. Nel primo suona, canta e respira. Nel secondo sogna a occhi aperti. E nei suoi sogni tutto è più vivido e intenso. Ma il confine tra realtà e immaginazione è sottile. A volte, si spezza. È affetta da Maladaptive Daydreaming, una condizione rara che le fa costruire universi mentali così intensi da confondersi con la realtà. In quei mondi trova rifugio, ma anche inquietudine: una sorellina mai esistita, un uomo senza volto, scene che si dissolvono e si ricompongono. La musica è il suo unico appiglio. Quando una proposta inaspettata la conduce a Parigi, tutto sembra finalmente prendere forma. Ma l’illusione dura poco: un omicidio irrompe nella sua vita, e le visioni si intensificano. I confini si spezzano sempre di più. Maddalena si ritrova al centro di un enigma che sembra non appartenerle. E solo attraversando il confine, fino in fondo, potrà scoprire la verità. Una verità che si trova nel luogo più oscuro e luminoso che esista: dentro sé stessa. Oltre il confine dei sogni è un thriller psicologico con tinte dark e mistery, in cui la mente diventa teatro, la musica salvezza, e la fragilità si trasforma in forza.

RECENSIONE

Zia Mik oggi vi stupirà.

L’ultimo giorno del Salone del libro ho conosciuto un’altra scrittrice e beh…avete presente quelle strane connessioni mistiche che vi fanno piacere una persona a pelle? Boom, per me incontrare Sylvie è stato così! Ho deciso di far mio il suo romanzo, anche se non sono una forte appassionata del genere e oggi ho deciso di parlarvene.

Avete presente quando vi regalano un puzzle da diecimila pezzi, completamente monocromatico, e per ore vi logorate il fegato convinti che il produttore abbia dimenticato di inserire le tessere giuste o che la vostra intelligenza spaziale sia pari a quella di un bradipo? Poi, all’improvviso, incastrate gli ultimi due frammenti e vi si rivela un capolavoro assoluto, facendovi sentire i re del mondo.

Ecco, l’approccio a questo libro è stato un viaggio identico: un labirinto di specchi dove ho dubitato delle mie facoltà mentali fino all’ultima pagina, prima del colpo di genio finale.

Per l’ottanta percento del tempo ho oscillato tra il “ma che sta succedendo?” e il “sto sognando io o sta sognando lei?”. Oppure “Oh mio Dio sto impazzendo!”
Ma andiamo con ordine…La nostra guida in questo delirio onirico controllato è Maddalena. Una ragazza adorabile che suona il pianoforte, canta e ha la tendenza a scambiare la realtà con i propri film mentali ( causati dal Maladaptive Daydreaming, condizione clinica di cui soffre, come descritto anche nella trama)

“Era un sogno o era reale?” Domandai, più a me stessa che a lui.

La linea tra i due mondi stava diventando sempre più sottile, pronta a strapparsi in un colpo solo.

“Quando non riesci a distinguerli” rispose cauto “forse è perché sia l’immaginazione che la realtà vogliono dirti qualcosa.”

Maddalena decide di trasferirsi a Parigi in una prestigiosa scuola di musica sia un’ottima idea.
Spoiler: non lo è. O forse sì? (muahahahah *voce machiavellica*)

A Parigi la situazione sfugge di mano più velocemente del previsto:

  • Un omicidio (la povera Marie, di cui Maddalena è testimone… o forse sospettata? O entrambe le cose?).
  • Un’inquietante figura senza volto che gioca a nascondino tra le ombre.
  • Una bambina fantasma che chiede disperatamente aiuto.

Praticamente, il kit base per un perfetto esaurimento nervoso. La mente di Maddalena diventa un terreno decisamente instabile e noi lettori siamo lì, a sprofondare con lei nelle sabbie mobili della sua psiche. E, nel mio caso, anche della mia.
La verità? È stato un loop ipnotico. Più non ci capivo un tubo, più le dita giravano le pagine da sole, spinte da una curiosità quasi morbosa. Lo stile della narrazione ti arpiona e non ti lascia andare, nemmeno quando vorresti chiedere una mappa per orientarti.

E il finale… beh, il finale è il pezzo forte. Quando ormai ero pronta a rassegnarmi al caos, l’autrice ha riacceso la luce. Tutto diventa cristallino, sensato e, lasciatemelo dire, geniale. Questo è un labirinto psicologico con sfumature paranormali e mistery, dove la musica fa da colonna sonora a un’introspezione profonda e a tratti spiazzante. I personaggi? Disegnati con maestria! All’inizio avevo designato già il mio assassino, mi sentivo in una puntata di cluedo, ma ahimè ho sbagliato alla grande!

Lo stile scorrevole aiuta decisamente il lettore a rimanere affascinato da questo romanzo e Sylvie sei stata una scoperta indimenticabile, ora però devo sicuramente prenotare una seduta dal terapeuta… SONO SCIOCCATA. Ovviamente in senso positivo!

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