Recensione vol #2

Titolo: Daybreak
Autrice: Autumn Woods
Serie/Collana: Sorrowsong university #2, autoconclusivo
Editore: Newton Compton
Genere: romantic suspense romance
Sottogeneri e trope: hate to love, grumpy x grumpy, found family,mystery
Prezzo: 12,96 €
Data di uscita: 28 luglio 2026
Link Amazon: https://amzn.eu/d/0hNlZtA1
TRAMA
Tradimenti, segreti, vendette. Bentornati a Sorrowsong, dove nulla è come sembra.
Ophelia è arrivata all’Università di Sorrowsong con una missione: distruggere Cain Corbeau-Green. Ma quando conosce Alex, il fi glio del suo nemico – fragile e feroce, brillante e tormentato – tutto cambia. Innamorarsi di lui è insieme la sua salvezza e la sua rovina. Poi arriva un tradimento impensabile. Uno di quelli che spazzano via ogni certezza e che segna la fi ne di tutto. Costretto a tornare a New York, Alex tenta di seppellire ciò che prova per Ophelia e di salvare il suo impero. Ophelia, invece, resta sola nelle Highlands scozzesi, smarrita, ferita, e con la sensazione crescente di essere osservata. Un persecutore anonimo inizia a tormentarla, minacciando di rivelare prove capaci di incastrarli entrambi per un omicidio avvenuto al campus. Per salvarsi, dovranno fare ciò che temono di più: ritrovarsi. Unire le forze. Affrontare verità che li hanno distrutti una volta. Il loro amore sarà abbastanza forte da proteggerli? Oppure sarà proprio il passato che li lega a diventare la loro minaccia più grande?
RECENSIONE
Cari unicorni, rieccomi qui: la vostra My Little Pony di quartiere! Oggi vi parlerò finalmente, e sottolineo finalmente, di un libro che mi ha fatto impazzire e che aspettavo con ansia di leggere. Vi presento Daybreak di Autumn Woods, sequel di Nightshade, un romance suspense davvero valido, che personalmente non mi sarei aspettata di amare così tanto. Sinceramente, vi devo dire che, appena finito il romanzo, ero scioccata dalla bellezza di quello che avevo appena letto.
“La solitudine è quasi una presenza fisica nella mia vita. Una persona, più che una sensazione. Senza viso, senza nome, voltata di spalle rispetto a me. Che mi provoca e mi schernisce, che ride di me quando mi ritrovo a cenare da sola.”
La storia di Daybreak riprende esattamente da dove si era concluso il primo volume, Nightshade. In questo sequel, Ophelia e Alex si ritrovano a dover affrontare le conseguenze di quel finale incredibile, divisi ma uniti non solo dalla distanza fisica, ma anche da quella emotiva.
Insomma, la ricetta perfetta per farci soffrire un po’, ma anche per farci amare la crescita che questi personaggi compiono.
“Io e Ophelia siamo separati da migliaia di chilometri e da un enorme oceano di sfiducia, e tutti i progressi che avevo fatto con lei sono un relitto che è sprofondato sul suo fondale.”
Parlando dei personaggi principali, come detto, qui ritroviamo Alex e Ophelia a dover affrontare le conseguenze di quel finale, illegale, se me lo permettete, avuto alla fine di Nightshade. Se devo dire la mia, posso assolutamente assicurarvi che questi due personaggi hanno un’evoluzione notevole all’interno di questo romanzo, cosa che me li ha fatti apprezzare molto di più rispetto al primo volume.
“Quello che è successo tra me e Alex è stato un macello, un’assoluta ingiustizia verso ciò che provavo per lui, ciò che avevo sognato per il nostro futuro. Ho lasciato che la disperata voglia di vendetta assumesse il controllo della mia vita per quattro anni. Ho lasciato che il dolore che provavo per il lutto dei miei genitori mi impedisse di fare l’unica cosa che loro hanno sempre voluto facessi: vivere.”
Partiamo dal nostro Alex. Se in Nightshade abbiamo avuto modo di conoscere soprattutto la sua parte più sarcastica, sicura di sé e apparentemente impossibile da scalfire, in Daybreak ci troviamo davanti a un Alex completamente diverso. Gli eventi che hanno sconvolto la sua vita lo costringono a mettere da parte quella corazza che aveva sempre indossato e a fare i conti con emozioni e fragilità che, questa volta, è impossibile nascondere.
Ed è proprio questo il suo aspetto che ho apprezzato maggiormente: vedere Alex cadere, sentirsi perso e, nonostante tutto, cercare di rimettere insieme i pezzi. È un personaggio che porta sulle spalle un peso enorme e che, nel corso della storia, deve imparare che non può affrontare ogni cosa da solo. Ma non temete: il nostro Alex rimane comunque il solito Alex. Il sarcasmo, le battute e quel suo modo di provocare Ophelia non sono spariti, così come non è sparito il ragazzo completamente perso per lei. Anzi, proprio il rapporto con Ophelia ci permette di vedere quanto sia profondo il sentimento che prova per lei e quanto, dietro quella facciata da ragazzo intoccabile, si nasconda qualcuno disposto a tutto pur di proteggere le persone che ama.
E poi c’è Ophelia, che in questo secondo volume ci mostra un lato di sé ancora più profondo e vulnerabile. Se in Nightshade avevamo imparato a conoscere la sua forza, la sua determinazione e quella corazza che si è costruita negli anni per proteggersi, in Daybreak iniziamo finalmente a vedere cosa si nasconde dietro di essa e le crepe che finalmente vanno a spezzare la sua corazza di marmo. Ophelia è un personaggio che porta con sé tantissime fragilità e, questa volta, dovrà imparare a fare i conti con tutto ciò che ha sempre cercato di tenere a distanza. La vediamo affrontare le conseguenze di quello che è successo, ma soprattutto cercare di capire chi è davvero e cosa vuole per se stessa.
Una delle cose che ho apprezzato maggiormente del suo percorso è proprio il modo in cui riesce, lentamente, ad abbassare quelle barriere che aveva costruito intorno a sé. Non è un cambiamento improvviso e, soprattutto, non avviene soltanto grazie ad Alex: Ophelia cresce come persona, impara a fidarsi degli altri e a comprendere che permettere a qualcuno di starle accanto non significa necessariamente mostrarsi debole
“Mi ero abituato a sincronizzare il mio respiro con quello di Ophelia, mi ero abituato a desiderare di addormentarmi solo per risvegliarmi accanto a lei. L’acceso color ramato dei suoi capelli era la mia alba, e quelle due sinuose fossette alla base della sua spina dorsale erano il mio appiglio alla realtà.”
n Daybreak questi personaggi danno il meglio di loro, non solo singolarmente, ma soprattutto come coppia.
Il loro rapporto continua a essere uno degli elementi che ho preferito, perché tra loro non è tutto semplice e immediato. Ci sono ferite, incomprensioni e sentimenti che devono essere affrontati, ma anche quella connessione che, nonostante tutto, continua a essere impossibile da ignorare.
Questa relazione così intensa ha poi un risvolto in tutti gli aspetti del loro rapporto, rendendo anche lo spicy qualcosa di intenso, che va oltre le semplici scene hot.
Nonostante non ci siano tante scene spicy, cosa che denota anche lo stile della Woods, quelle presenti sono rese in maniera assolutamente perfetta e intensa.
Ho amato la sensibilità che ha utilizzato la Woods durante queste scene, descrivendole in maniera appropriata senza mai scadere nel volgare.
Per quanto riguarda lo stile di Autumn Woods, devo dire che anche in Daybreak ho ritrovato una scrittura estremamente scorrevole e capace di coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine. L’autrice riesce a mantenere un ritmo dinamico, alternando momenti più leggeri e ironici ad altri decisamente più intensi ed emotivi, senza che il passaggio da un’atmosfera all’altra risulti forzato.
Ho apprezzato soprattutto il modo in cui riesce a dare spazio alla parte emotiva della storia. Le emozioni dei protagonisti arrivano al lettore in maniera molto diretta e, soprattutto nei momenti più delicati, è facile lasciarsi coinvolgere da ciò che stanno vivendo. Soprattutto, ho notato come, in questo capitolo della storia, le emozioni siano più protagoniste rispetto alla componente mystery in sé. Se in Nightshade la trama era più incentrata sul mistero che coinvolgeva la nostra Ophelia, in Daybreak abbiamo un capovolgimento della narrazione, lasciando che siano le emozioni, soprattutto quelle che sta vivendo Alex, a essere protagoniste.
“Non sono così ingenuo da pensare che stare con Ophelia basterebbe a curarmi, ma lei rappresenta un milione e più di piccoli motivi per andare avanti, ordinatamente avvolti in una giacca piena di strappi e una sciarpa consumata dalle tarme.”
La sua scrittura rimane comunque semplice e immediata: non si perde in descrizioni eccessivamente elaborate e lascia che siano soprattutto i dialoghi e le dinamiche tra i personaggi a portare avanti la storia.
E proprio i dialoghi, secondo me, sono uno dei punti forti del suo stile: sono vivaci, naturali e contribuiscono a rendere ancora più credibile il rapporto tra Alex e Ophelia.
In generale, trovo che Autumn Woods abbia uno stile perfetto per questo tipo di romance: riesce a mescolare leggerezza, tensione e sentimento, creando una lettura che scorre velocemente, ma che allo stesso tempo lascia spazio all’evoluzione emotiva dei suoi protagonisti. Questi ultimi, devo dire, non sono i soli a trovare spazio. Infatti, altro aspetto che ammiro della Woods è il saper creare un ampio spettro di personaggi interessanti: non si riduce solo ad avere due protagonisti come Alex e Ophelia, ma propone un ampio gruppo di personaggi secondari che, anche presi singolarmente, sono interessanti e di cui io voglio assolutamente sapere qualcosa.
Ragazzi, in conclusione, io vi devo espressamente esortare ad andare a leggere questo libro! Ricordate: essendo il secondo volume, prima dovete leggere Nightshade e penso che sia d’obbligo per voi recuperare questi due volumi. Se amate le storie intense, piene di mistero, soprattutto nel primo volume, dovete categoricamente leggere questi due volumi e conoscere Ophelia e Alex.
Mi permetto anche di dire che, personalmente, grazie a Daybreak ho anche alzato di più la mia considerazione su Nightshade. Penso, infatti, che questi due volumi siano da leggere nella loro interezza per apprezzare la storia appieno e, se siete stati tra quelli che hanno letto Nightshade ma non sanno se leggere il seguito… beh, posso dirvi che la lettura vale assolutamente il vostro tempo. Spero che possiate essere tra quelli che leggeranno e apprezzeranno questa dilogia. Vi invito assolutamente a leggerla, anche perché, notizia di pochi giorni fa, l’autrice sarà presente al RARE di Firenze… quale occasione migliore, quindi, per poterla incontrare?
Detto ciò, io vi ringrazio sempre, vi saluto e vi auguro tante belle letture.
La vostra My Little Pony di quartiere,
Francesca
“Mi concedo di toccarla. Una carezza delicata come una piuma sulle guance, sul collo, sul naso, sulle labbra. Mi permetto di scostarle i capelli bagnati dalla fronte. Non posso vivere senza di lei. Il pensiero è impossibile da sopportare.”


