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Recensione – Le Ossa Sotto La Pelle di T.J. Klune

Titolo: Le ossa sotto la pelle

Autore: Tj Klune

Editore: Mondadori

Serie: Stand Alone

Genere: MM Paranormal

Tropes: Queer, Small Town, Found family, Healing, Road Trip

Costo Ebook: 14,99€

Uscita: 26 Febbraio 2026

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TRAMA

Marzo 1995. Nate Cartwright è alla deriva: i genitori sono morti, il fratello non gli parla da anni e lui è stato licenziato dal suo lavoro di giornalista a Washington, DC. Senza più nulla da perdere, torna nella baita estiva della sua famiglia appena fuori dalla cittadina di Roseland, in Oregon, per capire che direzione dare alla sua vita. La casa dovrebbe essere vuota. Non lo è. All’interno c’è un uomo di nome Alex. E con lui una straordinaria bambina di dieci anni che si fa chiamare Artemis Darth Vader, e che non è esattamente ciò che sembra. Ben presto, Nate capisce di dover fare una scelta: lasciarsi annegare nei ricordi del passato, oppure lottare per un futuro che non avrebbe mai creduto possibile. Perché quella bambina è speciale. E forze potenti stanno convergendo su di loro, decise a prenderne il controllo.

RECENSIONE

Ed eccoci qui con la mia ultima scoperta!
Okay parliamo di un autore che sul booktok ha incantato tutti, ma ahimè non che io mi fidi sempre dei video che trovo, quindi ci sono arrivata con i miei tempi. Ad oggi li ho recuperati quasi tutti i romanzi di zio Klune, ma andiamo con ordine!

Ho soltanto un paio di piccolissime obiezioni da muovere, sia chiaro:

  1. È finito troppo presto (e questo è un affrontabile trauma personale).
  2. L’algoritmo delle recensioni continua ostinatamente a porre il limite a 5 stelle, del tutto insufficienti per una roba del genere.

Ormai con TJ Klune la mia è una forma di fede cieca: aprirne un libro equivale a sapere già che me ne innamorerò. Ma qui parliamo di un altro livello. Mai mi sarei aspettata un’odissea così travolgente, capace di straziarmi il cuore ed emozionarmi allo stesso livello viscerale della serie Green Creek. (di cui vi parlerò in un’altra recensione, molto lunga per la gioia della nostra Barbarazza, nonché segretaria del blog)

«Ho fatto cadere per sbaglio una lampada,» lo informò Art. «Si è rotta. Dovrei sentirmi in colpa perché non mi apparteneva, ma la trovavo brutta e l’avrei già rotta ieri, ma mi sono dimenticata. Così è successo oggi. Per sbaglio.» Nate si rassegnò. Non aveva scelta. «Per sbaglio.»

Il bello? Non avevo la minima idea di cosa stessi per leggere. Con Klune ho abolito la lettura delle trame: acquisto a scatola chiusa e mi fido del processo. Ritrovarmi proiettata in un’atmosfera quasi sci-fi è stata una sorpresa improvvisa, meravigliosa e spiazzante.

Nate, Alex e Artemis mi hanno conquistata al primo sguardo. Ho vissuto ogni loro peripezia col fiato sospeso e i battiti a mille.

“Sì, lo stavano manipolando. Ma era solo lei. Alex non sembrava il tipo. Lui era pugni e pistole e violenza. Non capiva il senso della mistificazione. Artemis Darth Vader invece? Lei era la regina della manipolazione. E stava funzionando.”

Nathaniel. Diciamolo: all’inizio farebbe venire l’orticaria anche a un santo con tutta la sua parata di “se” e di “ma”. Eppure sa riscattarsi da dio, lasciandosi guidare dall’unico bussola infallibile: il cuore. E intendo quello vero che batte nel petto, non l’altro organo che sobbalza ogni volta che Alex fa intravedere un centimetro di pelle!

Nate è il nostro passe-partout, gli occhi con cui ci tuffiamo nella storia fino a perderci del tutto. E per essere del tutto onesta: la componente M/M mi è sembrata un filino forzata, quasi lasciata in sottofondo per poi esplodere all’improvviso nella colla del “per sempre”. Ma capisco l’autore: senza quel salto nel vuoto, non avrebbe potuto spiegare la forza devastante dell’emozione che muove l’intero universo.

Alex, dal canto suo, è un enigma meraviglioso. Arroccato dietro le sue difese, nasconde una tenerezza infinita che punge nei piccoli gesti quotidiani verso Art. Il suo è un riscatto umano e psicologico da brividi; il fatto che Klune decida di svelarne i segreti solo a carte scoperte amplifica il valore del personaggio, alimentando quel costante senso di urgenza e ansia che ogni storia di fuggitivi richiede.

Poi c’è Artemis. Questa “ragazzina” straripante d’umanità prende Nate e Alex per mano e li trascina nel suo universo con una spontaneità disarmante, unita a una saggezza che sembra trascendere il tempo e lo spazio. Attraverso la sua inesauribile fame di conoscenza, Art insegna a due uomini adulti cosa significhi davvero essere una “famiglia” (il marchio di fabbrica del Klune-pensiero, sviscerato qui in ogni sua sfumatura) e cosa sia l’Amore con la A maiuscola.

E il tutto corre via su un ritmo forsennato, una fuga disperata che trasforma il loro legame in un’armatura. Una lotta con le unghie e con i denti per difendere il diritto sacrosanto di essere unici e liberi contro l’ottusità di chi sa solo distruggere ciò che non riesce a capire.

Se ho versato lacrime? Domanda retorica. Klune mi ha letteralmente sradicato l’anima dal petto per poi riconsegnarmela più ricca, intera e luminosa di prima.

Sotto la superficie, questo romanzo è un inno all’amore universale. Un sentimento che se ne infischia del sesso o del genere e abbraccia l’esistenza intera. Attraverso la lente dell’elemento alieno, l’autore dipinge un ritratto spietatamente nitido della nostra umanità. Artemis non si limita a fotografare ciò che siamo diventati: dalle sue parole traspare la trama sottile e invisibile che connette ogni singolo essere vivente.

Niente.

RECUPERATELO.

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