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In amore e in guerra – Martha Waters

Anche Ella è entrata nel mondo e nelle regole del Ton, quindi, abbiamo una Lady Ella (ci tiene a sottolineare che è Duchessa di Minchiopoli), e si è dedicata a questa lettura molto frizzante.

Titolo: In amore e in guerra

Serie: The Regency Vows #2

Autrice: Martha Waters

Editore: Heartbeat Edizioni

Genere: Historical romance

Trope: Regency, bet, friends with benefits.

Lunghezza: 345 pagine

Data di uscita: 14 febbraio 2024

Link Amazon: https://www.amazon.it/amore-guerra-Regency-Vows-Vol-ebook/dp/B0CSKMQBJR/

TRAMA

La vedova Diana – Lady Templeton – e Jeremy – Marchese di Willingham – sono noti nell’alta società inglese per la loro lingua tagliente e i loro flirt.

Una sera, durante un ballo, una delle loro discussioni degenera in una scommessa: Jeremy si sposerà entro l’anno o Diana perderà cento sterline.

Perciò poco dopo, prima di un soggiorno di due settimane a Elderwild, la casa di campagna di Jeremy, Diana è scioccata quando il marchese si presenta a casa sua con una proposta totalmente diversa.

Dopo essere stato criticato in camera da letto dalla sua ultima amante, Jeremy è in cerca di rassicurazioni, e si reca dall’unica persona che reputa sincera.

Così, suggerisce che i due intraprendano una breve relazione durante il soggiorno a Elderwild.

Entrambi ne trarranno guadagno: Jeremy otterrà un’opinione sulle sue abilità in camera da letto e Diana potrà far sapere agli altri gentiluomini che è pronta per avere un amante.

Diana pensa che accettare la proposta di Jeremy l’aiuterà a vincere la scommessa, soprattutto quando la nonna di Jeremy, la marchesa di Willingham, sta cercando le migliori signorine in età da marito presenti a Elderwild con cui accasare il nipote.

Diana è convinta di avere così la vittoria in pugno.

Ma mentre entrambi sono focalizzati a vincere la scommessa, rischiano di perdere il proprio cuore.

RECENSIONE

Dipingi me, i mobili o le maledette pecore, non mi importa. Basta che tu stia qui con me

“In amore e in guerra”, Incollats Romantics, è il secondo libro della serie “The Regency Vows” di Martha Waters.

Il primo romanzo della serie “Nella buona e nella cattiva sorte”, che è stato l’esordio dell’autrice, non era un granché, diciamo che era piuttosto acerbo, mentre questo secondo volume è molto meglio, è divertente, sagace e sensuale, con personaggi intriganti e ben delineati, oltre a fare una pertinente critica – con ironia – alle leggi patriarcali di quel periodo storico.

«Che altro dovrei pensare? Un uomo con la vostra reputazione dice all’improvviso di temere che potrebbe non piacermi qualsiasi cosa faccia… è normale che sorgano dei dubbi, Willingham».

Già a diciotto anni, Diana Bourne è ben consapevole che la maggior parte degli uomini siano insipidi, per non dire insulsi, ma in quel mondo un uomo non ha bisogno di essere intelligente per possedere una fortuna cospicua, mentre una donna deve sposarsi per mantenere il suo status. Rifiuta la proposta del migliore amico del fratello di Diana, Jeremy Overington, Marchese di Willingham, che pur essendo vanesio quanto ogni altro uomo, è comunque molto attraente e con la fama di libertino, gli basta entrare in una stanza per far girare la testa a ogni donna – e far battere il cuore di Diana un po’ più veloce di quanto voglia ammettere. Ma non importa quanto Jeremy sia affascinante e attraente (o quanto lei sia attratta da lui), è irresponsabile, troppo affezionato all’alcol e alle donne, e – cosa peggiore – è quasi al verde, quindi non si adatta affatto ai piani di Diana. Trova dunque un marito ricco, ma questo è molto più anziano e muore poco dopo.

Due anni dopo, Diana è una ricca vedova e Jeremy sta ancora facendo strage nei letti delle mogli annoiate e delle vedove del ton. L’incapacità di Diana e Jeremy di concordare su qualsiasi cosa è ampiamente conosciuta in tutta la società, così come il fatto che sono impegnati in un gioco di seduzione che coinvolge una costante raffica di battute ben mirate, sagaci e salaci, come insulti sapientemente scelti. In una particolare serata in cui Jeremy deride ancora una volta l’idea del matrimonio, viene coinvolto in una scommessa – ovvero, che lui si sposerà entro l’anno – o pagherà la somma di cento sterline. Naturalmente, lui accetta la scommessa, senza sapere che si è infilato in un ginepraio.

Tuttavia, quello non era sembrato il bacio innocente di una vedova repressa. Era il bacio di una donna che sapeva esattamente cosa volesse, e come prenderselo.

Poco dopo la scommessa, Jeremy va da Diana cercando il suo aiuto su una questione molto delicata e completamente diversa. La sua amante più recente sostiene di aver finto durante gli amplessi, che lui sia un amante deludente, insomma, tutto fumo e niente arrosto e Jeremy non riesce a darsi pace. Cercando rassicurazione, si rivolge all’unica donna su cui sa di poter contare per dirgli la verità assoluta – e suggerisce a Diana di intraprendere una breve relazione sessuale. Diana non è incline ad accettare, fino a quando lui non le fa notare che una relazione discreta con lui manderà i segnali giusti ad altri gentiluomini sul fatto che lei, bella vedova, cerchi un amante.

Ovviamente, queste cose non vanno mai come i protagonisti sperano o si prefiggono. Diana e Jeremy sono ovviamente pazzi l’una per l’altro da sempre, e ora che possono dare sfogo alla loro attrazione, be’, è proprio adesso che iniziano i guai, le chiacchiere, gli impiccioni. Oltre alla nonna di lui che decide di aggiungere il cosiddetto “carico di briscola” e a presentargli le signorine da marito del ton.

«Voglio te» rispose lei di scatto. «Il vero te. Non voglio essere la tua dannata amante mentre sei sposato con un’altra… non voglio essere una persona che non ha aspettative nei tuoi confronti».

È una storia frizzante, fresca, i due protagonisti sono molto ben delineati, riconoscibili. Ho adorato Jeremy, un uomo seducente, zelante, generoso che ha passato anni a fare in modo che nessuno si aspettasse mai nulla da lui o lo prendesse troppo sul serio a causa del suo profondo senso di inadeguatezza. Diana è ingegnosa, una femminista ante litteram, e il suo status di vedova le permette più libertà di una donna non sposata; quindi, la sua riluttanza a considerare un altro matrimonio è comprensibile, si sente in una posizione privilegiata rispetto alle succubi donne maritate. I conflitti interiori dei due riguardo ai sentimenti reciproci sono molto ben articolati e la narrazione di come superano questi ostacoli – con narratore esterno onniscente – si abbassa molto al livello dei protagonisti, quasi come un POV in prima persona.

Il libro è molto divertente. La scrittura è nitida e pulita, adeguata al Regency, i personaggi sono coinvolgenti e i dialoghi geniali. Lo consiglio anche a chi fosse rimasto deluso dal primo, questo dà una possibilità all’autrice, perché è molto più interessante e divertente.

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