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Chiaro di Luna – Nina Talvi

Titolo: Chiaro di Luna

Autrice: Nina Talvi

Editore: Self Publishing

Genere: Paranormal Romance

Trope: Second Chance, Retelling

Costo Ebook: 2,69€

Costo Cartaceo: 14,90€

Pagine: 340

Uscita: 30 maggio 2023

Link Amazon: https://www.amazon.it/Chiaro-Luna-Nina-Talvi-ebook/dp/B0CYNKFV9Q/

Trama

Un paranormal romance autoconclusivo, retelling di Peter Pan.

Gwendolyn ha perso ogni cosa: l’isola in cui viveva, i ragazzi sperduti, le sue ali.

Ma, soprattutto, ha perso la fiducia dell’uomo che amava.

Catapultata sulla Terra, si costruisce con fatica una nuova vita, stando attenta a cambiare spesso casa in modo che lui non la trovi.

Eppure, dopo settant’anni, il motociclista che si presenta nel bar di Creta in cui lei lavora come cameriera è proprio James “Hook” Teach.

Ha un incarico per lei, e non è disposto a ricevere un no come risposta.

Anche James ha perso ogni cosa: metà della sua ciurma, la sua nave, il porto sicuro di Neverland. Tutto perché si è fidato di Gwendolyn ed è stato tradito nel peggiore dei modi.

Ricominciare una vita come Presidente del Rogers MC sembra la strada giusta per dimenticarla, finché i suoi uomini iniziano a dissolversi come cenere al vento. L’unico antidoto è il vino fatato dell’Isola, e l’unica in grado di produrlo… è lei.

Mentre una minaccia fin troppo nota riemerge dall’ombra, James e Gwendolyn dovranno fare i conti con il loro passato e con i segreti che hanno custodito fin troppo a lungo. Anche quelli sepolti in fondo all’anima.

Recensione

Aveva rinunciato a ciò che la rendeva se stessa per evitare che io perdessi la vita.

Incollats Romantics, io amo Nina Talvi.

Quando morirò – nel rarissimo caso in cui dovessi finire in Paradiso dopo millenni in Purgatorio – vorrei finire nei suoi libri.

E vi ho detto tutto.

Sapete già qual è la mia opinione sui retell, perché da vecchia logorroica quale sono ve l’ho detta, ma ve la ripeto. Io credo che il retell debba stravolgere la storia in modo geniale, tanto da mantenere gli elementi di base ma renderli nuovamente originali. Non avete capito? Be’, allora per comprendere cosa intendo, leggetevi questo romanzo.

E, per un attimo, mi sentii a casa. Una casa che adesso era infestata, maligna e piena di trappole. Ma, mio malgrado, casa.

Gwendolyn è la sorella di Peter Pan nonché la nostra Trilly, aka Campanellino. Vive sulla già nota isola assieme al dispotico fratello (che Nina ha reso ancora più stz degli autori della serie Once Upon a Time). Incontra James – strafigherrimo – Hook sull’Isola e sulle prime non sa che sia lui perché il fratello le ha descritto il Capitano come un mostro.

James si innamora della fatina quasi subito, lei non comprende i suoi sentimenti perché, sebbene ormai cresciuta abbastanza, non sa cosa siano certe sensazioni ed emozioni. Tutto perché Peter quando i bambini sperduti crescono li allontana dall’Isola. Inoltre, il Capitano è un mezzosangue, figlio di due celebrità tra le sirene e i pirati.

Avrebbe imparato che non c’era più nessuno, con quel nome. James era morto, ed era stata lei a ucciderlo.

Chiaramente tra James e Peter c’è odio, o meglio, Hook per un po’ sottovaluta Peter, e questo costa caro a tutti, soprattutto a Gwen, che dovrà sacrificare parecchio e per settant’anni vivere in fuga dall’odio dell’unico uomo che abbia mai amato.

Lui però a un certo punto ha bisogno di lei, e la rintraccia, la rapisce e la tratta abbastanza male per un po’, fino a quando una serie di notizie alla tivù confermano il ritorno di Peter.

E qui inizia una sorta di seconda parte del libro. La prima è introdotta e intervallata da flashback sempre perfettamente inseriti (io che odio i flashback, nella scrittura di Nina li adoro); la seconda è sempre con alcuni flashback, ma raggiunge toni mystery e inquietanti.

Almeno fino a quando non arrivano i Cavendish. E capperini, Sirenettone Darran è sempre una gioia! Però anche Gabriel ed Eric mi erano mancati, soprattutto lo scazzo perenne di Mr. Incubo…

Eric aveva materializzato i suoi fratelli sull’Isola, lo sguardo che si faceva più annoiato di giorno in giorno.

Che dire allora? La scrittura di Nina è cresciuta ancora rispetto alla trilogia dei Cavendish (Saga “Stirpe Maledetta“), la storia scivola che è un piacere. I personaggi hanno delle caratterizzazioni uniche. Ho adorato il prof. Spugna e la sua magia, per un attimo ho pensato – quando si ritrovano a Malta – che ci fosse un incontro tra “Uncini”, visto che ne ho un paio dei miei che vivono lì! Oddio, Ella, smettila!

Questo per dirvi che ho amato anche i piccoli viaggi che fanno, la sapienza mai pesante che l’autrice ha inserito nel raccontare di questi luoghi. Sapienza che va estesa a tutta la storia, che non si limita alla conoscenza degli scritti di Barrie, ma spazia tra folclore, religione, mitologia di tutto il mondo.

Inoltre, lo spicy c’è, è scritto bene, ma non è petulante come in tanti romanzi, s’intona perfettamente alla storia.

Insomma, è un romanzo che ho amato perché ha tutti gli elementi che mi piacciono in un libro: originalità (sì, perché sui retell è difficilissimo essere originali), cultura e inserimento di personaggi di altri libri, come se il mondo dello scrittore fosse popolato da tutto ciò che scrive. Non so, è una fissa mia, ma ho apprezzato molto l’inserimento dei Cavendish.

Non vi voglio spoilerare altro, perché è un bel viaggio da fare, sia per conoscere la scrittura di Nina Talvi, se non l’avete ancora letta, sia per confermare – come nel mio caso – l’amore per la sua penna. Ho detto penna, non banana.

Ella.

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