
Titolo: La mia vittoria sei tu. Off to the Races
Autore: Elsie Silver
Serie/Saga: Gold Rush Ranch Series Vol. 1 autoconclusivo.
Editore: Newton and Compton Editori
Genere e sottogenere: Contemporary romance, sport romance (corse di cavalli), office romance (in senso ampio), opposite attraction.
Prezzo: 6.99€, 12,25€
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Trama
Vincere in amore è l’unica cosa che conta
Quando Vaughn Harding lascia la città per tornare a Ruby Creek, sa di avere un’unica occasione per salvare il ranch di famiglia e liberarsi dello scandalo che lo ha travolto dopo la morte improvvisa del nonno. Per riuscirci gli serve quasi un miracolo… o qualcuno capace di domare il suo cavallo da corsa più promettente e più indisciplinato. Quel qualcuno ha un nome: Billie Black. Addestratrice dal talento raro, con la lingua affilata e un fascino che mette a dura prova la determinazione di Vaughn, Billie è una tentazione a cui è difficile resistere. Dal primo istante tra loro volano scintille, e con il passare dei giorni diventa impossibile mantenere le distanze. Così come ignorare l’attrazione incendiaria che li trascina sempre più vicini. Sfida dopo sfida, provocazione dopo provocazione, Vaughn capisce che Billie potrebbe essere l’unica in grado di salvare non solo la sua impresa… ma anche lui. E per la prima volta, vincere le corse non è abbastanza. Questa volta, vuole vincere lei.
Recensione
E nient’altro che un “grazie”? Un fottuto “grazie”? Dopo che ci siamo completamente inceneriti a vicenda? Con una chimica del genere? Non credo proprio, Billie.
Incollats Romantics,
Dopo aver letto di tutto di Elsie Silver, non potevo non leggere il suo primo romanzo… e prendermi una cotta per Vaughn.
La mia ipotesi provvisoria è che ci sia una tartaruga da sei. Forse anche da otto. Quegli ultimi due addominali potrebbero benissimo derivare dal fatto che è sempre talmente rigido da tenerli sempre contratti.
Leggendo adesso un libro che porta indietro nella carriera dell’autrice, ho trovato in erba personaggi che poi avranno la loro apoteosi in fictional characters eccezionali, come Willa, che tanto diversa da Billie Black non è. Mutande e carote a parte.
Un personaggio femminile di risalto, unica, forte, cinica quanto basta, sboccata come piace a me, terribilmente sincera e con la risposta pronta: questa è Billie Black.
Vaughn, invece, è alto, moro e fico. Sexy, serio, in completo anche in un ranch, ma non è da meno a carattere, nonostante le sue adorabili fragilità.
E poi c’è il terzo incomodo: un dolcissimo cavallo, DD.
«Noi Rom diremmo che Double Diablo è il suo cavallo del cuore. La sua anima gemella equina. Un cavallo che lei capisce come nessun altro».
Billie viene assunta da Vaughn per occuparsi di Double Diablo e renderlo un cavallo da corsa con tutti i crismi. Il cavallo ha qualche problema di autostima, è dolcissimo e di sicuro porta il nome meno indovinato della storia. E vedremo che su questo ci saranno delle speculazioni e dei siparietti divertenti.
All’inizio c’è un misunderstanding che regge tutto il libro, che dà già l’impressione e il mordente di ciò che si leggerà andando avanti. Minchiometro incluso.
Quando stavamo insieme, sembrava esserci un futuro.
I caratteri mordaci dei due protagonisti, quell’essere così diversi ma così simili e le vibes erotiche tra i due saranno il Leitmotiv di tutto il romanzo, che tra un addestramento e una gara, un appuntamento nella stalla e una birra sul portico del cottage di Billie, porterà i due a innamorarsi a botte di battute al vetriolo e pentimenti per aver superato il confine.
Billie non rientra in nessuna delle categorie in cui di solito riesco a catalogare le persone. È un canguro psicopatico che saltella ovunque, dannazione. Ed è per questo che la amo.
Sia Billie che Vaughn sono personaggi che hanno qualcosa con cui fare i conti: ma se lei ha già archiviato gli scandali della sua famiglia e scelto come vivere di conseguenza, lui deve invece digerire la scoperta postuma del comportamento dell’adorato nonno. Deve capire ed elaborare quello che l’uomo che ‒ l’ha cresciuto dopo la morte del padre ‒ ha fatto. E non è facile. Soprattutto se i conti dell’azienda di famiglia non tornano.
Poi c’è il lato frivolo: una madre che vuole accasarlo a tutti i costi. Un fratello ex militare che pare freddo come un iceberg… e quella dannata addestratrice che ha assunto.
«Sai come ho fatto a restare vivo in Iraq?» «Annoiando i tuoi nemici a morte?»,
Tra i personaggi secondari di rilievo, oltre al fratello di Vaughn, Cole, tenete a mente Violet ‒ quella Violet ‒ e Hank, che nel mio cuore è secondo solo a Harvey dell’ElsieVerse. Tenete a mente Cole e Violet anche perché saranno protagonisti del secondo romanzo.
Lo stile di Elsie è quello che impareremo a conoscere e ad amare, quasi un grumpy x sunshine, anche se non lo userei come trope, perché alla fine Vaughn è molto più arzillo di quello che sembra. E avete capito QUANDO e COME. E DOVE.
La trama è carina, racconta un mondo particolare che lei conosce bene e che ha reso sottotrama anche di altri suoi lavori. La storia fila liscia, i colpi di scena ci sono e ti catturano, anche se forse avrei visto qualcosa di più corposo nel quarto tempo, di certo non riempitivi con epiloghi che non sapevo dove piazzare e, onestamente, la novella finale l’ho trovata solo un espediente per aumentare il numero di pagine. Non ci serviva. Ma è perdonabile come opera prima, sebbene forse sia stato rieditato anni dopo… Non saprei, ma ve lo consiglio comunque, perché DD vale la pena di essere conosciuto. Il cavallo più teneroso di sempre.


