
Titolo: Hollywood Dirt
Autrice: Alessandra Torre
Serie/Collana: Stand alone
Editore: Hope Edizioni
Genere: Contemporary romance
Sottogeneri e trope: Small town, celebrity, enemies to lovers, forced proximity
Pagine: 455
Prezzo: 4,99€ Kindle, 14,15€ copertina flessibile
Data di uscita: 5 dicembre 2025
Link Amazon: https://amzn.eu/d/2APmcl5
Trama
Tutti conoscono Cole Masten, star del cinema, insieme a Nadia Smith una delle due metà della coppia d’oro di Hollywood. Fino al divorzio.
In un baleno, il Marito Perfetto diventa il Single Più Sexy della California, che passa il suo tempo a far festa e farsi una donna dopo l’altra.
Cole, però, ha un piano, un progetto che rilancerà la sua carriera, e questo progetto lo porta a Quincy, una minuscola città della Georgia.
Dove vivo io.
Nessuno conosce me, Summer Jenkins. Ho pochi soldi, la battuta pronta e sono bravissima a bluffare a poker. Non c’è molto altro da dire.
Ah, ho un piano anch’io: andarmene da qui.
Nessuno si aspettava l’arrivo di Cole Masten nel nostro buco di città. Invece, il destino fa una delle sue magie e incrocia il mio piano col suo. E me, con lui.
Hollywood e Quincy, glamour e strade sterrate.
Piacersi è difficile. Innamorarsi? Assolutamente impossibile.
Recensione
Care brioscine,
ho riscritto questa recensione mille volte, perché Hollywood Dirt è un piccolo, meraviglioso gioiellino.
Quando lo leggerete, tenete a mente tre cose fondamentali:
A) Ha più di dieci anni, ma non li dimostra affatto
B) Esiste una versione cinematografica su Passionflix che potrei anche guardare (e chi mi conosce sa quanto io non ami i film tratti dai libri)
C) C’è un tal Brad De Luca — e chi ha letto la serie Innocence sa perfettamente di cosa sto parlando.
Ma torniamo al libro.
Summer Jenkins è la reietta della piccola cittadina di Quincy, quel luogo in cui la Coca-Cola ha reso milionarie alcune anime anni prima, ma non lei. Quincy è una gabbia, ed è da lì che Summer vuole scappare, soprattutto dopo il fattaccio di tre anni prima.
Cole Masten è Mister Hollywood: una carriera folgorante, una moglie (o meglio, ex moglie) attrice e una muta di giornali scandalistici pronti a sbranarlo.
Quando la produzione decide di girare un film proprio a Quincy — un film di cui Cole ha acquisito i diritti dopo averne letto il libro e che deve assolutamente produrre (su “gentile” suggerimento del suo avvocato divorzista) — Summer diventa il contatto “in nero” dell’assistente della casa di produzione.
Ed è lì che succede.
Summer e Cole si odiano all’istante.
Letteralmente.
«I soldi che possiedo non indicano il mio valore. Se così fosse, allora sarei la persona di minor valore su questo portico.»
Lei lo chiama ragazzo di città e lo caccia fuori casa senza troppi complimenti.
Lui rimane folgorato dall’orgoglio del Sud di questa ragazza che non si cura di niente e di nessuno.
Così tanto da volerla nel film.
Gli occhi di quella ragazza non bramavano i suoi, ma bucavano la sua corazza, si facevano strada fino alla sua anima e si addentravano negli angoli bui e densi di insicurezze, trovandoli tutti deludenti.
Da quel momento in poi, ogni loro incontro è un campo minato fatto di siparietti esilaranti, botta e risposta fulminanti, frecciatine affilate e dialoghi al vetriolo. Nessuna ripicca viene risparmiata. Nessuno dei due arretra di un millimetro: Summer usa l’ironia come scudo, Cole è abituato a essere adorato, non messo al suo posto. E proprio lì, tra una stoccata e l’altra, la chimica esplode. Tanto da rovinare un colore, tanto da modificare una sceneggiatura intera, tanto da coinvolgere un pulcino.
Io ero una ragazza del Sud. Eravamo tutti nati per finire in paradiso. Anche se era l’ultimo posto a cui mi sentivo di appartenere.
Hollywood Dirt è una storia di orgoglio personale, pregiudizi da piccole e grandi città (si sa, tutto il mondo è paese) e seconde possibilità, costruita su dialoghi brillanti (complimenti per la traduzione), attrazione trattenuta e una tensione che cresce pagina dopo pagina. Un enemies-to-lovers istantaneo, una carica erotica esplosiva, un microcosmo e un’attenzione mediatica fortissima. Insomma, un libro da leggere e da godersi letteralmente, perché la Torre è un genio anche nei piani di scrittura, fidatevi. E lo spicy è caldo, molto caldo.
Lui prendeva tutti i pezzi che formavano Summer e li inghiottiva per farli suoi.
Se volete scoprire la colpa di Summer,
il divorzio di Cole,
e perché c’entrino delle buste di carta con faccine buffe,
beh… dovete leggerlo.
Un romance che profuma di Sud, di polvere, di cinema e di parole non dette.
Un piccolo, meraviglioso gioiellino.
E ricordatevi: a Quincy mai chiedere una Pepsi.


