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La regina – Tiffany Reisz

Recensione

TITOLO: La Regina

AUTORE: Tiffany Reisz

CASA EDITRICE: Hope Edizioni

GENERE: Erotico

SERIE: Peccato Originale #8

PAGINE: 570

DATA DI USCITA: 14 settembre 2026

LINK D’ACQUISTO

LA SAGA

Peccato originale series:
The original sinner, The red years:
1. Peccato originale, l’innocenza
2. Peccato originale, il gioco
3. Peccato originale, il padrone
4. Peccato originale, il ritorno

The original sinner, The white years:
5. Guardami, toccami, stringimi
6. L’ottavo cerchio
7. La Fuga
8. La Regina + Le Confessioni

TRAMA

Tanto tempo fa, Nora e Søren fecero un accordo: se lui le avesse dato tutto, lei sarebbe rimasta per sempre.
È arrivato il momento di mantenere quelle promesse.

Dopo un esilio durato un anno che l’ha lasciata al verde, Eleanor Schreiber non ha altra scelta se non tornare da Kingsley Edge, re dei giochi erotici, e rinascere ancora una volta dalle ceneri. Abbandonata la vecchia personalità remissiva, le basta un primo assaggio del potere che prova a essere Dominante per capire di aver trovato la sua nuova strada. Nasce così Mistress Nora, la Regina Rossa, che in breve tempo diventa la Dominatrice più rispettata e temuta del Mondo Sommerso.
Nuovi amanti, il dolce sapore della libertà: neanche questo è sufficiente a tenerla lontana da Søren, il suo unico amore e l’unico uomo che rifiuta di piegarsi a lei.
Un delicato equilibrio, presto minacciato da una nuova svolta in quello che sembra un destino deciso a riunirli solo per poi tornare a separarli.
E Nora si trova davanti a quello che potrebbe essere l’ultimo bivio della sua vita: la Regina manterrà il trono, o scambierà la corona per l’unico collare che potrebbe mai accettare?
Una confessione finale sconvolgente che chiude un capitolo di una storia di redenzione e sacrificio, segnato dalle innumerevoli cicatrici che accumuliamo in nome dell’estasi… e dell’amore.

RECENSIONE

Siamo al volume otto de Il Peccato Originale e, a questo punto, cercare di riassumere cosa combini il trio Søren-Nora-Kingsley senza far saltare in aria la trama o spoilerare l’impossibile è un’impresa da medaglia d’oro. Ma ci provo, promesso.
VOGLIO UNA MEDAGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Prima regola del club: non approcciatevi a questo libro pensandolo come un autoconclusivo. Sarebbe come iniziare a guardare Breaking Bad dal finale della quinta stagione. La serie va divisa e degustata dall’inizio, perché ogni capitolo incastra un tassello cruciale in un puzzle gigante, bellissimo e decisamente contorto.

In questo capitolo facciamo un tuffo nel passato. Andiamo a scoprire cosa sia successo davvero durante gli anni di separazione tra Nora e Søren, assistendo alla gloriosa metamorfosi di Eleanor nella figura mitica che tutti impariamo ad amare: Mistress Nora, la Regina Rossa. Dopo l’esilio, Nora si rifugia da Kingsley ed è proprio grazie al mondo che lui le spalanca davanti che la ragazza porta a galla una parte di sé sotterranea ma potentissima: quella della Dominatrice.

Ed è qui che il triangolo, o per meglio dire, il poligono affettivo, si fa bollente.

La dinamica tra Nora e Søren è un groviglio complesso, tormentato e meravigliosamente assurdo da spiegare a parole. Lui è un sacerdote (sì, avete letto bene), ma nel privato è immerso fino al collo nel BDSM. Nora è sempre stata la sua sottomessa, ma sotto sotto è una switch da competizione; questo volume la vede finalmente abbracciare, con una consapevolezza da pelle d’oca, il suo lato dominante.

«Perdonami, padre, perché ho peccato» iniziò la sua confessione. «Quando eravamo separati per due volte sono quasi tornata da te e non l’ho fatto.» «Due?» Søren la guardò, occhi spalancati e sbalordito. Di solito le piaceva stupirlo, era una tale rarità. Non quel giorno. «Perché non lo hai fatto?» «Sei sicuro di volerlo sapere?»

E poi entra in scena Kingsley. Definirlo “secondario” sarebbe un eresia: è la colonna portante della vita di entrambi. Insieme a Juliette va a comporre una famiglia… be’, chiamarla “fuori dagli schemi” è un eufemismo rassicurante. Kingsley è masochista, ma con la sua Juliette sa essere un Dominante impeccabile. Il legame che unisce questo trio è semplicemente magnetico.

La chicca del romanzo? Vedere Nora prendersi la scena. All’inizio sembra solo una donna ferita che tenta di rimettere insieme i cocci, ma pagina dopo pagina assistiamo all’ascesa della Regina: impeccabile, forte, temuta e rispettata.

Eppure, persino quando tocchi il cielo con un dito, ti incoroni Regina e mandi avanti la baracca con piglio da dittatrice, c’è sempre quel chiodo fisso che si rifiuta categoricamente di staccarsi dal cervello: Søren. Il suo personale tallone d’Achille, la sua kriptonite preferita. Quando il caro Don Søren si ritroverà davanti all’ennesimo bivio drammatico, Nora dovrà sedersi a un tavolino e fare un bel riassunto della propria vita: tenersi stretto il regno luccicante che si è costruita con sudore e frustini, o mandare tutto all’aria per correre dietro all’unico uomo al mondo capace di salvarle l’anima e, cinque minuti dopo, disintegrargliene i pezzi?

Questo capitolo, comunque, non serve solo a spiare dal buco della serratura del passato, ma mette finalmente un po’ d’ordine nel caos del presente. Raccoglie i cocci di anni vissuti nell’ombra, tra segreti da confessionale, rinunce che fanno male solo a leggerle, momenti di puro groppo in gola e legami che manco con una cesoia riusciresti a tagliare.

La penna della Reisz è una certezza: incalzante, affilata, magnetica e spudorata il giusto. Riesce a raccontare dinamiche che farebbero svenire la nonna mantenendo però un’empatia spaventosa per la psiche dei suoi personaggi. Sia chiaro, non giriamoci intorno: stiamo parlando di un erotico con la “E” maiuscola, dove il BDSM non è un contorno decorativo e le temperature raggiungono livelli da bollino rosso perenne.

Scritto divinamente, curato nei minimi dettagli e con una trama che, dopo ben otto volumi, ha ancora l’ardire di darti un pugno nello stomaco e farti battere il cuore all’impazzata.

Se siete arrivati fin qui con la serie, dare buca a questo volume sarebbe un vero e proprio crimine: fidatevi, non potete assolutamente saltarlo!

E sì, lo ammetto: il nome di Søren ho dovuto copiarlo e incollarlo ogni volta.

«Non è vero. Il mio amore per te è per sempre. Ho fatto quella promessa, e la manterrò. Domani però, o la settimana prossima o il mese prossimo, potresti non essere più un prete. Quindi, per favore… ascolterai la mia confessione e mi assolverai? Un’ultima volta?»

Un saluto

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