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I’m Not a Princess (The Royal Love Series Vol. 1) – Mag S

I’M NOT A PRINCESS di Mag S., primo volume di una trilogia di cui l’ultimo deve ancora uscire.

Ella si è immersa in questo romanzo e ha incontrato Eleonor e Leon, una storia d’amore ricca di “mai una gioia” ma anche di amore e passione.

Ecco la sua recensione 🙂

Titolo: “I’m Not a Princess (The Royal Love Series Vol. 1)”

Autore Mag S

Serie: The Royal Love Series

Genere: Contemporaneo, royal love.

Trope: Friends to lovers, ucronia, new adult.

Lunghezza: 563 pagine

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Trama

Quanto pensate sia divertente essere un membro della Famiglia Reale? Per Eleonore essere Principessa e futura Regina d’Irlanda è soltanto una seccatura. Obbligata a sottostare a vecchie e arretrate regole, lotta ogni giorno per affermare sé stessa e la voglia di vivere libera da ogni costrizione. Sin da quando, all’età di sedici anni, è stata presentata alla società borghese come futura Regina è costretta a scegliere un principe come marito, presenziando a numerose cerimonie organizzate dal Re, suo padre. Ma Eleonore non ha intenzione di sposare nessuno dei suoi pretendenti, neanche l’uomo di cui è innamorata.

Una storia d’amore New Adult tormentata e ostacolata. D’intensa passione e amore puro, capace di superare ogni ostacolo. Ambientata in una realtà moderna parallela, dove il mondo è suddiviso in Regni governati da monarchie.

Recensione

“Non sono come lei, non ho la sua forza né la sua caparbietà.”

Questo romanzo, se fosse una serie Netflix, avrebbe il trope “stile soap”, perché le disavventure di Leon ed Eleonore sono da sclero perenne proprio come certe soap moderne. Insomma, la coppia è quasi da “mai una gioia”.

Il libro è molto lungo e ruota attorno a questa storia d’amore con una punta di age-gap: sette, infatti, sono gli anni che differenziano i due e considerato l’età di Eleonore nel momento in cui inizia a provare dei sentimenti per Leon, beh, possiamo capire quanto questi anni pesino tra i due.

Ma non sono solo queste le peripezie che dovranno affrontare la principessa di questo reame d’Irlanda molto fantasioso, dalle tradizioni tanto bigotte quanto radicate nella famiglia reale e nell’odioso e despota nonno, che ci metterà la sua mano “diabolica” per ostacolare i due innamorati.

Ma per prima ad auto-sabotarsi sarà proprio Eleonore, rifiutando la proposta di matrimonio di Leon e lanciandolo tra le braccia della sorella.

“Questa sera ho pronunciato le parole più crudeli che mai avrei potuto rivolgergli.”

Ma si sa, l’amore vuole vincere ed è sempre più forte di qualsiasi ripicca, sebbene, qui si scontri contro l’amore tra due sorelle e devo sottolineare quanto la fragile sorellina Alissa sia più matura di Eleonore ed affronti la situazione in modo risoluto.

“È per salvare quella felicità che non posso mollare.”

Ostacolo superato! Direte voi?

Col cavolo! Cavolo scritto con due zeta.

Perché ci si metteranno in mezzo per oltre cinquecento sessanta pagine ostacoli di ogni tipo, intervallati da momenti di #minchiometro notevoli. Sparatorie, nonni diabolici, amnesie, chi più ne ha più ne metta saranno il prezzo da pagare per Eleonore e il suo bellissimo Leon. Insomma, ad un certo punto, mi sono chiesta se Leon si ritrovasse come nella scena di fuga del film “Brian di Nazareth” dei Monty Python quando finisce su di una navicella spaziale per scappare dai centurioni e dagli adoratori del sandalo!

«Voglio stare da solo con te. Tu cosa vuoi?» Gli occhi d’oro sono ricolmi di desiderio. Il cuore batte furioso mentre dico: «Vediamo quanto è veloce questa Lamborghini».

Ebbene, chi mi conosce sa che sono una masticatrice di libri incallita, al limite del furioso, togliete pure il limite, furiosa e basta, ma devo dire che non mi sono sentita completamente coinvolta nella storia, sarà che il ritmo da soap dove alla risoluzione di un problema se ne propongono altri tre, un po’ come i libri del mio Kindle, non è completamente nelle mie corde, ma sottolineo che è un gusto meramente personale. La mia asticella è molto alta e in questo periodo mi sono ritrovata ad affrontare letture di tipo diverso, quindi, mi ha presa meno di quanto farebbe in un altro momento.

«Non hai la minima idea di quanto ti ho sempre trovato attraente, e non per i vestiti che ti piace indossare ma perché sei l’unica donna che è riuscita a invadermi l’anima».

Ciò nonostante, ho apprezzato moltissimo il personaggio di Leon e il suo POV, a mio avviso più definito e maturo di quello di Eleonore – che ogni tanto sarebbe da prendere a scarpate (ecco il perché del sandalo di prima) – è molto intenso il suo amore almeno come l’ho percepito io. Diciamo, per voler usare il frasario dei reality musicali: “mi è arrivato di più”, ma ho anche capito che è una caratteristica mia di apprezzare di più i personaggi maschili dei romanzi, soprattutto quando il POV è il loro.

In ogni caso, se siete amanti dello slow burn con intoppi di ogni tipo, del ritmo altalenante stile soap – o da #sclerometro – del trope Royals anche con un pizzico di fantasia al riguardo, dove tutto il mondo è sotto monarchie, un’attenzione fotografica ai dettagli, scenari bellissimi, vestiti fantastici e protagonisti sagaci, beh, mettetevi comodi, perché questo romanzo fa sicuramente al caso vostro!

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