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Il Volo del pettirosso – Eleonor B. Alexander

Recensione

Titolo: Il volo del pettirosso 

Autrice: Eleonor B. Alexander

Genere: Historical romance

Casa Editrice: Self published in collaborazione con Self Creation 

Pagine: 396 Pagine

Data di pubblicazione: 27 Febbraio 2026

Prezzo: 15,90 Euro cartaceo flessibile 

                19,90 Euro cartaceo rigido 

               4,99 Euro E – Book

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TRAMA

Nessuno avrebbe avuto l’ardire di scommettere contro il futuro di Skyla Ashdown. Bellissima, ricca, e invidiata da tutti, sembrava destinata a brillare come la stella più luminosa.
Eppure, il destino per lei ha deciso diversamente, intrappolandola in un matrimonio da incubo con il visconte Maxwell Featherstone.
Come se non bastasse, è costretta a sopportare la silenziosa ma ingombrante presenza di Dominic Demontigny, il fedele servo del marito che, sprezzante e dedito solo a soddisfare ogni bisogno del visconte Featherstone, bersaglia Skyla con i suoi sguardi carichi di disapprovazione.

Sarà durante un inaspettato viaggio in Scozia che i muri dei pregiudizi di Skyla e Dominic inizieranno a creparsi.
Dominic comincerà a intuire che la bellissima moglie del visconte Featherstone non è la bambola viziata e sciocca che ha sempre creduto, e che dietro quegli incredibili occhi di zaffiro si nasconde una donna sensibile e generosa.
Skyla scoprirà il mistero doloroso che ha condizionato tutta la vita di Dominic, trasformandolo in un uomo che affronta il mondo con durezza per non esporre la propria anima.

I due dovranno lottare per accettare un sentimento che non dovrebbe esistere, combattendo contro un mondo che li giudica, ma anche contro i loro stessi cuori.

RECENSIONE

Oggi Zia Mik vi conduce in un mondo fatto di dame di corte, carrozze eleganti, incontri pomeridiani a base di tè fumante e merletti ricamati a mano. No, non sono impazzita: semplicemente adoro cambiare atmosfera, saltare da un genere all’altro con l’entusiasmo di chi sale e scende le scale mobili di Harry Potter e la Pietra Filosofale a Hogwarts. Perché leggere, per me, significa anche questo: lasciarsi sorprendere.

Lo ammetto senza vergogna: questa volta sono salita sul carro del vincitore. Sapevo già che la penna regency di Eleonor B. Alexander mi avrebbe conquistata ancora una volta. Ho letto tutti i suoi romanzi e stilare una classifica è un’impresa titanica, come chiedermi di scegliere tra orsetti gommosi e cioccolato bianco: semplicemente impossibile. Eppure…

«Dominic ricordava le visite delle nobildonne… era come guardare tanti dolci colorati attraverso una vetrina avendo le tasche vuote, bellissimi ma inarrivabili.»

Eppure questo suo ultimo lavoro, Il volo del pettirosso, mi ha posto una domanda precisa: può un regency essere attuale, crudo, perfino devastante nella sua modernità?

La risposta è sì. Assolutamente sì.

Skyla è vittima di percosse e violenze da parte di un marito che esercita il proprio dominio con brutalità, convinto che l’autorità maschile passi anche attraverso l’umiliazione e il dolore. Ma cosa può fare una donna, in quell’epoca, se non sorridere e fingere? La società le ha insegnato che è una proprietà, un oggetto decorativo, un tassello utile a consolidare patrimoni e alleanze. La dignità femminile è un concetto sacrificabile sull’altare delle convenzioni.

Eppure Skyla, quella dignità, ce l’ha nel sangue. Anche quando è costretta al silenzio, anche quando si muove come un’attrice su un palcoscenico che non ha scelto, dentro di sé custodisce una forza straordinaria.

Ed è qui che entra in scena Dominic.

Dominic non è soltanto un interesse romantico: è l’elemento destabilizzante, la crepa nel sistema perfetto che tiene Skyla prigioniera. Con la sua presenza, mette in discussione ogni certezza, ogni regola non scritta, ogni compromesso accettato per sopravvivere. Non la salva come un eroe fiabesco: la costringe a guardarsi dentro, a riconoscere il proprio valore, a comprendere che la gabbia in cui vive non è invincibile. Mattone dopo mattone, i muri iniziano a crollare.

«La sua vita ormai, era un’eterna recita, e lei si trovava intrappolata su un palcoscenico da cui non poteva scendere.»

La storia è complessa, stratificata, carica di emozioni che tolgono il fiato. Ci si arrabbia leggendo certe pagine, ci si indigna, si soffre insieme ai protagonisti. Ma è proprio questo il dono più grande dell’autrice: regalarci emozioni autentiche, non edulcorate. Sentimenti forti, a tratti dolorosi, che ci obbligano a riflettere.

La scrittura di Eleonor graffia. Non accarezza soltanto: incide, lascia traccia. I dialoghi, pur rispettando gli usi e il linguaggio dell’epoca regency, non risultano mai pesanti o artefatti. Sono vivi, credibili, intensi. L’ambientazione londinese è resa con una cura evidente, frutto di uno studio approfondito: si percepiscono le strade brulicanti, le sale da ballo illuminate da candelabri, il peso delle regole sociali che governano ogni gesto.

Questa storia mi ha commossa, coinvolta, scossa. Mi ha fatta riflettere in modi profondi, come solo un’anima sensibile e consapevole come quella di Eleonor riesce a fare. Non è solo un romance storico: è un viaggio dentro le dinamiche del potere, della sopraffazione, della rinascita.

E voglio soffermarmi proprio sul messaggio che vibra tra queste pagine: rispettare sempre sé stessi. Non permettere a nessuno di convincerci di valere meno. Non cedere il potere della nostra identità a chi cerca di sminuirci o annullarci.

Perché, ieri come oggi, la vera rivoluzione inizia quando smettiamo di credere alle gabbie che ci costruiscono attorno — e iniziamo a volare.

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