
Titolo: Taming 7. Contro ogni regola
Autore: Chloe Walsh
Serie/Saga: Boys of Tommen #5
Editore: De Agostini
Genere e sottogenere: Contemporary romance, sport romance, young adult
Prezzo: 10,99 € Kindle; 17,95 € copertina flessibile
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Trama
Gerard “Gibsie” Gibson ha costruito la propria armatura con l’ironia. Ridere, provocare, fingere leggerezza: è così che tiene a distanza un passato che continua a tornare, sotto forma di incubi e paure che non sanno restare in silenzio. Claire Biggs è la sua eccezione. La presenza che lo calma, la mano che lo riporta a galla quando il respiro manca. Si conoscono da sempre, legati da un momento che ha cambiato tutto e da una promessa fatta troppo presto, ma mai dimenticata. Crescere insieme, però, significa arrivare a un punto in cui l’amicizia non basta più a contenere quello che provano e l’amore diventa qualcosa di potente e pericoloso allo stesso tempo. Perché quando una persona è il tuo rifugio, il rischio è trasformarla anche nella tua ancora di salvezza.
E quando il confine tra prendersi cura e dipendere si assottiglia sempre di più, Gibsie e Claire dovranno trovare una nuova forma per il loro legame.
Dopo Johnny, Shannon, Joey e Aoife è tempo di immergersi in una nuova storia, tra i corridoi del Tommen College, più dolorosa e toccante che mai.
La serie Boys of Tommen è composta da:
- Binding 13
- Keeping 13
- Saving 6
- Redeeming 6
- Taming 7
Recensione
Mi importava così maledettamente tanto che era difficile capire dove cominciava lei e finivo io.
Incollats Romantics,
se come me seguite questa serie fin da Johnny e Shannon come il fiume, avrete già il cuore conquistato da Gibsie: il simpaticone, il guascone il “cazzaro” della situazione. E mai, mai vi figurereste che dietro a quella figura così solare e simpatica si nasconda quel che si nasconde…
Primo momento in cui se già lo amavate, lo adorerete.
Quantomeno come Claire, quindi, di un amore totalizzante, unico, vero, completo.
Perché Gerald «Gibsie» Gibson non permette sentimenti a metà, annacquati, leggeri. Non perché sia un bad boy imponente, al contrario, perché Gibsie o lo ami o lo odi. Lo ami come Claire-Bear, come Cap (Johnny), o lo odi come Lizzie.
Da quanto riuscivo a ricordare, nella mia mente erano sempre state molto chiare tre cose. Uno: Hugh era mio fratello. Due: Bethany era mia sorella. Tre: Claire era mia.
Gibsie è amato persino da Joey e chi l’ha conosciuto nei suoi due libri sa che Joey Linch non è uno che si fidi di qualcuno.
Gibsie è sole, perché non si è lasciato spegnere. Ma Gibsie è un ragazzo rotto, spaccato in mille pezzi dalla vita e dal dolore. Gerald è un diciassettenne che si porta dietro un’esperienza tale da renderlo maturo, quando vorrebbe solo viversi spensierato la sua adolescenza.
Per qualche motivo, Gerard mi offriva il suo cuore apertamente, ma teneva il resto di sé nascosto dietro un muro di mistero impenetrabile.
Adolescenza che Claire, la sua migliore amica da sempre, vicina di casa, suo primo e unico amore, corrisposto, reciproco, perfetto nel loro essere prima bambini, poi ragazzini. Gibsie e Clair-Bear (come la chiama lui) sono le anime gemelle per antonomasia. Vivono tutto assieme (tutto tranne la conoscenza di quello che Gerald tiene dentro per anni racchiuso in una lettera di una ragazza morta).
Claire e Gibsie giocano, dormono, vanno a scuola insieme. Sono amici da sempre e per sempre e con questo mantra si amano davvero. Anche se sarà dura superare le parole e passare ai fatti.
Gibsie è il soprannome e rappresenta il ragazzo che fa il pagliaccio per nascondere il suo tormento, ma vedrete che Claire lo chiamerà sempre Gerald. Perché lei lo vede. Non sa, ma vede. Lei crede in lui. Sempre.
Era una sensazione da cui cercavo di fuggire da tutta la vita; eppure, in qualche modo, mi ritrovavo sempre lì, ad annegare nel mio disgusto.
Una cosa che ho apprezzato in questo libro è stata la coralità. Sono presenti davvero tutti i personaggi e ritroviamo un Cap, Johnny, in forma e con tutta la dolcezza e maturità che già abbiamo visto in Binding 13. La sua amicizia con Gibsie è bellissima, commovente, al pari della storia d’amore con Claire.
È bello vederli affrontare insieme le cose, parlare, scherzare, giocare a rugby, semplicemente vivere.
«A dispetto di tutti i miei sforzi, purtroppo mi sono affezionato a te.» Poi aggiunse: «E a tutte le tue altre sedici personalità». «Oh, cazzo.» Sogghignai. «È il tuo modo di dirmi che mi ami, Cap?» «Come vuoi tu, Gibs.»
Un libro che ti spezza il cuore in due e che lo incolla di nuovo attraverso le parole sentite e vive dei personaggi, un libro talmente bello che fa perdonare anche alcuni anacronismi, perché Gibsie era simpatico prima, qui è meraviglioso. E lo è proprio perché pieno di difetti.
La capacità di rendere palpabile qualsiasi sentimento nei suoi confronti è qualcosa che in questo volume è particolarmente viva. E allo stesso tempo Claire è stupenda, una protagonista con le palle, ma che resta fedele a sé stessa, alla sua tenerezza e innocenza, è una ragazza da fiori gialli e gattini, ma per il suo Gerald è una tigre e farà di tutto per dimostrargli tutto l’amore che può.
«Amare questi ragazzi con tutto il nostro cuore, e sperare e pregare che si risollevino e ci mostrino che valgono la fatica. Che vale la pena lottare per loro.»
Un romanzo che consiglio di leggere almeno dopo Binding 13, se non volete entrare nel mondo tormentato delle oltre mille pagine di Saving 6 e Redeeming 6, ma il viaggio con i ragazzi del Tommen merita. Aspettando il prossimo capitolo e la serie TV, non posso far altro che consigliarvi la lettura. Ma cercate il momento giusto. Perché Gibsie lo merita.
Un’ultima riflessione sul #Minchiometro. Ho scelto di indicare più che quantità e qualità, un vero e proprio indice dello spicy: perché quello che accade, oltre a essere equilibrato all’età dei protagonisti, è perfettamente intonato al racconto e a Gibsie e Claire-Bear.


