RECENSIONE IN ANTEPRIMA

Titolo: CHASING THE WILD
Autore: Elliott Rose
Serie: Crimson Ridge Series
Editore: Dri Editore
Data di uscita: 31 Marzo 2026
Prezzo: 1.99 €
Tropes: Age gap- forbidden love
TRAMA
«Non posso toccarti.»
«Ma vorresti?»
«Passo ogni notte a chiedermi che sapore hai.»
Due occhi verdi che non avrei più rivisto.
Una fantasia destinata a tenermi compagnia nelle notti solitarie.
Questo doveva essere Layla Birch.
Peccato sia costretto a ospitarla al ranch.
Peccato desideri ogni centimetro del suo corpo.
Peccato non possa toccarla.
Sono Colton Wilder, cowboy di poche parole. E ho appena scoperto che la ragazzina su cui ho fantasticato è l’ex fidanzata di mio figlio.
RECENSIONE
Leggere Chasing in the Wild è un po’ come decidere di fare una passeggiata tranquilla e ritrovarsi, senza preavviso, in mezzo a un sentiero pieno di curve emotive, scelte discutibili e sentimenti che non hanno alcuna intenzione di comportarsi bene.
Elliot Rose non scrive un romance “pulito”: scrive uno di quelli che si sporcano le mani, che si infilano nelle zone meno comode delle relazioni. Qui l’amore non arriva con un manuale di istruzioni, ma con un bagaglio di esitazioni, silenzi lunghi e decisioni prese nel momento peggiore possibile — cioè quello più realistico.
“Allora spiegami perché passo ogni notte a cercare di convincermi a non irrompere nella camera da letto in fondo al corridoio”
I protagonisti non cercano davvero qualcosa: stanno scappando, anche quando si convincono del contrario. E il bello (o il frustrante, dipende dai momenti) è proprio questo continuo rincorrersi senza mai afferrarsi del tutto. Lui ha il classico carisma da “so che è una cattiva idea, ma ci casco lo stesso”, mentre lei riesce a essere lucida e impulsiva nello stesso identico momento — talento raro e pericoloso.
L’ambientazione non è lì per fare da cartolina: è più simile a uno specchio leggermente crudele. Spazi aperti, natura, distanza… tutto sembra suggerire libertà, ma in realtà amplifica ogni esitazione. Più lo spazio si allarga, più i personaggi sembrano perdersi.
La scrittura è diretta, senza troppi ornamenti, e proprio per questo funziona: arriva subito al punto, anche quando quel punto fa un po’ male. Certo, ogni tanto indulge in qualche frase “da effetto”, di quelle che sembrano nate per essere sottolineate — ma nel complesso mantiene un buon equilibrio tra intensità e leggibilità.
E poi ci sono i dialoghi, che meritano una menzione a parte: non sempre realistici, ma spesso incredibilmente efficaci. Sono fatti di battute che graffiano, pause che pesano e risposte che arrivano sempre mezzo secondo dopo il momento giusto. In pratica, esattamente come nella vita vera — ma con una regia leggermente più drammatica.
La struttura segue un andamento emotivo più che narrativo: non succedono “troppe cose”, ma quello che succede ha un certo peso. Alcune dinamiche sono riconoscibili per chi legge romance, ma il libro riesce comunque a evitare la sensazione di già visto grazie a un tono più irregolare, meno rassicurante.
Il risultato è una storia che non ti coccola: ti tiene lì, a metà tra il voler capire i personaggi e il volerli scuotere. E forse è proprio questo il punto forte del romanzo: non cerca di rendere tutto facile o risolto, ma lascia spazio all’imperfezione.
In definitiva, Chasing in the Wild è un romance per chi non ha bisogno di finali perfetti, ma di emozioni credibili — anche quando sono scomode. Non è il libro che consigli a chi vuole “staccare il cervello”, ma è quello che resta qualche ora in più nei pensieri, come una conversazione lasciata a metà.
(…) non ho mai provato nulla di così intenso e non mi ha nemmeno toccata. (…)
E sì, probabilmente ti farà anche dire almeno una volta: “bastava parlare chiaramente”. Ma poi non sarebbe stato lo stesso libro.


