
Titolo: Come corteggiare una strega. Guida per demoni
Serie: Glimmer falls #2
Autore: Sarah Hawley
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy Romance-Witches – Demons – Forced proximity
Pagine: 372
TRAMA
Calladia Cunnington appartiene a una delle famiglie magiche che hanno fondato Glimmer Falls, ma non è esattamente il prototipo della strega ammaliante e seducente. Piuttosto rude, è ossessionata dagli allenamenti in palestra (sfogo perfetto per le sue ansie e il suo temperamento irascibile) e si fa coinvolgere con estrema facilità in risse da bar. Una notte, cacciata dall’ennesimo locale dove è venuta alle mani con un avventore, assiste per caso all’aggressione di un uomo da parte di un demone. Felice di mettere a frutto i suoi poteri magici (e sfogare così la sua rabbia), interviene, non rendendosi conto che colui che sta aiutando è Astaroth, membro dell’alto consiglio demoniaco, leggendario mercante di anime e rinomato bugiardo. La persona che si trova di fronte, però, non ha nulla a che vedere con l’odioso demone che ha incontrato non molto tempo prima e che disprezza con tutte le sue forze: l’uomo infatti non ricorda nulla del proprio passato, non sa nemmeno perché un demone di nome Moloch lo abbia attaccato, né perché la strega muscolosa, arrabbiata e terribilmente sexy che lo ha salvato lo odi così tanto. Per quanto infuriata con lui, però, Calladia non è il tipo da abbandonare qualcuno in difficoltà, decide quindi di aiutarlo. I due intraprendono così un viaggio alla ricerca della strega che potrebbe aiutare Astaroth a recuperare la memoria e a capire come sconfiggere Moloch. A quel punto, sì, Calladia potrà dare una bella lezione al demone e prendersi così la sua vendetta. Solo che, costretta a passare tanto tempo insieme a lui, la strega si rende conto che questa nuova versione di Astaroth non è poi così male… e inizia a chiedersi se, dopotutto, sia proprio necessario che recuperi la memoria.
RECENSIONE
Dimenticate le streghe eteree che sussurrano alla luna in vesti di seta. Calladia Cunnington è l’antitesi del cliché: preferisce la ghisa della palestra ai calderoni, ha un carattere che scotta e una calamita naturale per i disastri.
Torniamo a Glimmer Falls per il secondo capitolo paranormal autoconclusivo di Sara Hawley!
La storia decolla quando Calladia, mossa da un impulso di generosità (raro quanto un demone vegetariano), salva uno sconosciuto dalle grinfie di una creatura brutale. Sorpresa: l’uomo è Astaroth, un pezzo grosso del consiglio demoniaco, celebre per essere tanto letale quanto affascinante. C’è solo un piccolo problema: ha resettato il cervello e non ricorda nemmeno come si allacciano le scarpe, figuriamoci come ha fatto a finire esiliato sulla Terra. Sottolineo che l’avevamo già incontrato nel primo volume!
La convivenza forzata diventa esplosiva quando il demone Moloch decide di polverizzare la casa di Calladia. A quel punto, il pragmatismo vince sull’odio:
Aveva un carattere irritabile, era aggressiva e ferita. Una brontolona piena di problemi con la figura materna e senza più un posto dove vivere.
Calladia non è un’eroina perfetta. È brontolona, ferita, reduce da un rapporto tossico con la madre e senza un tetto sopra la testa. È vera, e proprio per questo tifiamo per lei dal primo istante.
Diciamoci la verità: spesso i secondi capitoli soffrono di “fiato corto”. Qui succede l’esatto opposto. Se il primo romanzo della serie era una piacevole introduzione, questo è un incendio controllato: un vero ENEMIES TO LOVERS.
Il manipolatore spietato del primo libro lascia il posto a un demone adorabilmente sarcastico che sembra apprezzare (molto) la “cazzutaggine” di Calladia.
Semplicemente non sei abituata ad avere intorno persone che ammirano la forza. Tu bruci, Calladia, e non hai nessuna colpa se gli altri non riescono a gestire la tua luce.
La scrittura di Sarah Hawley è una ventata d’aria fresca nel panorama romantasy. La sua penna non si limita a narrare una storia d’amore, ma la costruisce attraverso una vivacità stilistica che privilegia il ritmo serrato e l’ironia tagliente. Qui il romanticismo non è fatto di sospiri languidi o dichiarazioni stucchevoli; al contrario, si nutre di una complicità elettrica che passa per la sfida verbale.
L’autrice eccelle nel creare dinamiche dove l’attrazione è un sottotesto costante in dialoghi brillanti, capaci di passare in un attimo dal sarcasmo più nero a una vulnerabilità inaspettata. È la lettura ideale per chi cerca una narrazione dove il “caos” non è solo magico, ma anche emotivo, e dove ogni scontro tra i protagonisti è in realtà un tassello di un corteggiamento non convenzionale.
Preparatevi a un viaggio dove i confini tra odio e desiderio si fanno labili come fumo. Tra una sessione intensiva di panca piana (perché Calladia non rinuncerebbe mai ai suoi pesi) e una maledizione antica da spezzare, Astaroth e la sua strega ruvida vi trascineranno in un vortice di eventi catastrofici e attrazione magnetica.
È un romanzo che celebra la forza di chi cade ma si rialza con il dito medio alzato e un sorriso sfacciato sulle labbra. Lasciatevi travolgere dal loro caos: non solo sopravviverete, ma finirete per chiederne ancora.


