
Titolo: Long Way Home
Autrice: Jenny Anastan
Serie/Collana: Autoconclusivo
Editore: Always Publishing
Genere: Contemporary Romance
Sottogeneri e Trope: Second Chance, Small Town, Emotional Scars, Hate to Love
Prezzo: €3,99 – €15,90
Data di uscita: 15/05/26
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TRAMA
Damienne Clarke ha solo sedici anni quando la sua vita perfetta crolla sotto il peso di uno scandalo che la travolge da un giorno all’altro: foto intime diffuse online, accuse che si moltiplicano, una verità che nessuno vuole ascoltare. Nel giro di poche ore, Dami passa dall’essere la reginetta del liceo al bersaglio di un’intera città. Persino Daniel, il ragazzo che amava e di cui si fidava più di chiunque altro, le volta le spalle. Scompare dalla sua vita, come se non fosse mai esistito. È Ethan Wilson, suo fratello, l’ultimo a sancire la fine di tutto. Con poche parole, dure e definitive, chiude per sempre ogni possibilità di spiegazione. Tre anni dopo, però, zia Wilma ― l’unica persona che non l’ha mai abbandonata ― ha bisogno di lei. E a Dami non resta altra scelta che tornare a Freeport, la città che l’ha distrutta, e affrontare un passato che non ha mai smesso di bruciare. Freeport non ha dimenticato. Ad accoglierla ci sono malelingue, occhiatacce e lo sguardo implacabile di Ethan Wilson. Freddo, controllato, con un futuro da avvocato già scritto, Ethan è determinato a non permettere che il ritorno di Dami sconvolga di nuovo la vita di suo fratello. O la sua. Perché la verità è che Damienne è sempre stata il suo punto debole. L’unica ragazza che non è mai riuscito a ignorare. L’unica capace di accenderlo… e costringerlo a restare a distanza. Ma Dami non è più la ragazza che è fuggita. È tornata più forte, più indipendente e pronta a scoprire chi l’ha incastrata… anche se questo significa riportare a galla una verità che nessuno è pronto ad affrontare.
RECENSIONE
La storia di Damienne è fatta di dolore e soprattutto di impotenza. Aveva, letteralmente, tutto ciò che una ragazza del liceo avrebbe voluto avere, ma che in un battito di ciglia le è stato portato vita. Essere costretta a tornare lì dove tutto è successo è difficile, ma lo è soprattutto incontrare tutte quelle persone che reputava famiglia e che le hanno voltato le spalle.
“Si torna sempre dove si è stati bene…o forse no”
Damienne Clarke era l’Ape Regina del liceo, colei che aveva la vita perfetta: fidanzato fantastico, studi impeccabili e un futuro brillante nell’università dei suoi sogni. Almeno finchè una mail non ha cambiato tutto.
Ethan Wilson non è certo da meno, anche lui viene da una famiglia della Texas bene e anche lui sembra avere un futuro brillante davanti a sè, ma c’è qualcosa che si porta dentro: il sentimento che prova nei confronti della ragazza sbagliata.
Ma c’è una terza protagonista in questa storia: Freeport. La città che stava dando tutto a Damienne, ma che nel momento più difficile le ha voltato le spalle.
Cosa posso dire di questa storia?
Beh la prima cosa che ho provato è stata tantissima rabbia nei confronti di molti personaggi, perchè ho trovato davvero triste che le persone più vicine a Damienne abbiano creduto a tutto quello che si diceva su di lei senza se e senza ma. In compenso, però, ho amato alla follia zia Wilma ed Aiden, li ho trovati due ottimi personaggi e personalmente se mi fosse accaduto quello che è successo a Dami, avrei voluto solo loro vicino. Ethan, invece, mi suscita sentimenti contrastanti, perchè ho trovato alcune sue uscite davvero pessime, ma in compenso in altri momenti è stato un vero uomo.
«Avevo promesso di esserci sempre per te, di non lasciarti sola in mezzo alla tempesta. E invece non solo l’ho fatto, ho scelto di essere io stesso il tuono che si stava abbattendo su di te.»
In ogni caso questo libro mi ha portato a riflettere molto sul concetto di fiducia e su come essere sicuri in chi riporla. Ha fatto molto anche lo stile di scrittura, la Anastan ha davvero un bel modo di scrivere e, a mio avviso, ha creato dei personaggi perfetti per il contesto e per la storia. Soprattutto, però, mi è piaciuto molto come ha gestito lo spicy, perchè si basa tutto sulla tensione e di scena vera e propria ne vediamo una sola e io questa cosa la adoro.
“Invece sono solo un coglione che ha scambiato l’amore per una partita a scacchi. E ora, sulla scacchiera, sono rimasto solo io. E me lo merito”.
In ultima battutta posso solo aggiungere che leggere un libro del genere ti porta a interrogarti su te stesso, a domandarti (almeno per quanto mi riguarda) se anche tu qualche volta non hai giudicato troppo velocemente qualcuno solo per una singola azione, attaccandole un’etichetta che non poteva essere più lontana dalla realtà.
P.s. Secondo me Freeport ha anche un’altra storia da raccontarci e io non vedo l’ora di leggerla.


