
Titolo: Quiet Ones
Autrice: Penelope Douglas
Serie/Collana: Hellbent #3 (autoconclusivo, ma consigliata la lettura dei precedenti ) – Collana Anagramma
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Contemporary Romance
Sottogeneri e trope: Age Gap, Friends to Lovers, Found family,Forbidden Romance, Slow Burn, Childhood Crush, Trauma & Healing
Pagine: 480
Prezzo: €12,90 (cartaceo) • €6,99 (eBook)
Data di uscita: 7 luglio 2026
Link Amazon: https://amzn.to/4famgEp
TRAMA
Quinn Caruthers è cresciuta in una famiglia di uomini che vogliono decidere tutto per lei: un padre autoritario e dei fratelli iperprotettivi incapaci di vederla come un’adulta. Ma a ventun anni Quinn è pronta a dimostrare il contrario: ha una laurea, un’attività tutta sua e un desiderio crescente di libertà. E un segreto che non ha mai confessato a nessuno. Ha passato anni a diventare “perfetta” per una sola persona: Lucas Morrow, l’unico che l’abbia mai capita. Parte della famiglia da sempre, di dodici anni più grande, è appena tornato in città dopo moltissimo tempo. E non è affatto preparato a trovare Quinn cresciuta, indipendente… e sorprendentemente affascinante. Lui sa che dovrebbe starle lontano, ma per lui è una calamita irresistibile. Così, quando l’attrazione tra loro esplode, è impossibile tornare indietro. Ma il passato potrebbe arrivare a scombinare tutte le carte in tavola…
RECENSIONE
Mie care brioscine,
per me è sempre difficile parlare dei libri di Penelope Douglas. Un po’ perché è la mia autrice preferita, un po’ perché grazie a lei ho trovato una community che ha superato i confini territoriali in tutti i sensi.
Detto questo, raccontarvi Quiet Ones è davvero impegnativo.
Premettiamo una cosa: Quinn e Lucas, i protagonisti di questo libro, sono il vero motivo per cui esiste la Hellbent Series.
Perché, nonostante questo sia il terzo volume, la Douglas ha costruito attorno a loro un mondo in cui, libro dopo libro, ha disseminato indizi, briciole di un’altra storia dentro la storia. Una trama nettamente più dark rispetto a quella della serie dei genitori e dei fratelli, capace di tenerti costantemente legata alle pagine e di farti desiderare sempre un altro pezzo del puzzle. E Lucas è proprio uno di quei pezzi.
“Non riesco a dirgli di no. Non ho mai potuto. Non ho mai voluto.”
E, considerando che Penelope non è mai stata un’autrice amante delle seconde generazioni, nonostante le continue richieste dei fan, ha mantenuto la promessa che ci aveva fatto con Mai per amore, quella novella che non pensavi ti servisse… e invece sì. In poche pagine aveva aperto la strada a una nuova, enorme avventura.
La storia di Quinn e Lucas si è fatta attendere e, eppure, sembra ieri che una tredicenne regalava a un giovane ragazzo una bussola perché non perdesse mai la strada di casa mentre stava per attraversare l’oceano. In cambio aveva ricevuto un cappellino dei Cubs, che da allora non ha mai smesso di custodire. E, in fondo, neanche noi abbiamo mai smesso di custodire loro.
“Non abbiamo mai avuto un’altra occasione. Un anno dopo, lui non c’è più. Lascia la città. Non scrive. Non chiama. È cresciuto, e io no. Immagino che non fossimo una coppia, dopotutto.”
Quinn si è laureata in anticipo e, grazie a un piccolo tesoretto che sua madre aveva messo da parte negli anni come garanzia per il suo futuro, è riuscita ad aprire la pasticceria dei suoi sogni. Nonostante una famiglia iperprotettiva, sta cercando di spiccare il volo a modo suo.
Solo che la variabile Lucas torna di colpo nella sua vita. È rientrato per vendere la casa di famiglia: ormai vive a Dubai e sua madre si è trasferita in un altro Stato, quindi restare a Shelburne Falls non ha più alcun senso.
Perché Lucas un motivo per andarsene, anni prima, lo aveva eccome. Lo abbiamo conosciuto come il fratello acquisito di Maddoc, un ragazzino che nel frattempo è diventato uomo. Oggi è un architetto, ha fretta di ripartire, di chiudere un capitolo nascosto della sua vita.
Eppure Quinn lo incuriosisce. Anzi, non riesce a smettere di pensarla. Adesso è una donna, bella da morire, ed è sempre stata una sua costante.
Si attraggono come calamite. Si attraggono inevitabilmente, anche quando Quinn decide di concedersi finalmente un colpo di testa e un gesto di assoluta indipendenza.
Compra una casa senza dire nulla a nessuno. E non a Shelburne Falls, dove vive la sua famiglia, ma nella parte più povera della città: il distretto di Weston. Un luogo attorno al quale, da anni, entrambe le cittadine hanno costruito leggende. Quel ponte, con il suo pedaggio, nasconde tante storie, ognuna più inquietante e spezzata dell’altra.
Weston è ormai sotto il dominio della Green Street, nata all’interno di quella che un tempo era soltanto una caserma dei pompieri abbandonata.
Ed è proprio lì che il passato torna a bussare, con Lucas a fare da cassa di risonanza.
E se avete seguito la serie dall’inizio sapete benissimo chi sono Deacon, Manas e Winslet. Ecco perché vi consiglio con tutto il cuore di seguire l’ordine di lettura.
Questo libro regala molte più tessere del puzzle di quanto si possa immaginare e, arrivati all’ultima pagina, è impossibile non attendere con ansia il prossimo capitolo.
Quinn e Lucas stanno giocando. Stanno rischiando. E tutto ruota attorno a quella lista di compleanno che la protagonista ha scritto una sera. Tenetela bene a mente, perché è lì che risiede la vera concretezza del romanzo.
“La amo più di quanto Farrow Kelly e Noah Van der Berg saranno mai capaci. Se stasera deve esserci qualcuno, quel qualcuno sono io.”
Per arrivare allo spicy ci vorrà un po’ di pazienza, ma quando arriverà sarà erotico, intenso e magnetico come solo Penelope Douglas sa scrivere. E, ancora una volta, ci porterà a superare confini che forse non dovremmo nemmeno avere il coraggio di attraversare.
“Per la prima volta in quasi dieci anni, sono pazzo di desiderio. E c’è qualcuno pazzo di me. È bello sentire di nuovo i muscoli delle braccia e la paura che la sua famiglia mi uccida. Eppure, il desiderio è più forte del terrore.”
E adesso tocca a voi.
Capire perché un tatuaggio possa fare paura… o fare la differenza.
Perché Weston non sia mai riuscita a prosperare.
Perché Lucas non sia mai tornato.
Perché Quinn senta il bisogno della sua meritata ribellione.
Perché esistano passaggi segreti, specchi, bugie e storie che, forse, hanno tutte un fondo di verità.
E perché le auto — anche se Quinn si sposta sempre in bicicletta — abbiano un’importanza fondamentale. Anche quelle vecchie.
E perché il found family di questa storia sia molto meno scontato di quanto sembri.
“Amo non essere ancora sazio di te”. Sebbene suo padre, i suoi fratelli e i suoi nipoti potrebbero uccidermi, continuerei comunque a desiderarla. Senza una logica. Al diavolo le regole. La voglio e che il cielo mi aiuti quando non potrò più nasconderlo.
Buon viaggio.
A chi ha nostalgia della Fall Away.
A chi è rimasto orfano delle vibes più dark di Penelope Douglas.
E a chi è pronto a perdersi in questo nuovo capitolo della Hellbent Series, destinato a far nascere decine di teorie.
Io la mia ce l’ho.
Ma non dirò una parola.
Solo una cosa: Farrow sa molto più di quanto lasci credere.
Buona lettura,


