
Titolo: Play with me. Solo un gioco
Autore: Becka Mack
Editore: Always Publishing
Serie: #vol 2- autoconclusivo
Tropes: Best friend’s Brother, Forced Proximity
Genere: Sport romance
Data di pubblicazione: 17 luglio 2026
TRAMA
Garrett Andersen e Jennie Beckett non dovrebbero essere amici.
Garrett è uno dei giocatori più amati della squadra di hockey di Vancouver. Talentuoso, dalla reputazione impeccabile, è il compagno di squadra che tutti vorrebbero avere accanto, sempre pronto a prendersi cura degli altri e a mettere chi ama al primo posto.
Jennie Beckett, invece, è una ballerina professionista con il talento di attirare l’attenzione di un’intera sala e la capacità di tenere tutti a distanza con una battuta sarcastica. Non si lascia impressionare dalla fama di Garrett, né dal fatto che mezzo Paese sembri adorarlo. Dopotutto, lui è il compagno di squadra di suo fratello. Lei è la sorella del suo capitano. E tutti sanno che mescolare hockey e famiglia è una pessima idea.
Eppure, tra messaggi notturni, battute private e una chimica impossibile da ignorare, Garrett finisce per diventare la persona che Jennie chiama quando ha bisogno di ridere, sfogarsi o semplicemente sentirsi capita.
Quando la loro amicizia supera un confine che nessuno dei due aveva previsto, la soluzione sembra semplice: tenere tutto segreto e limitarsi a divertirsi. Nessun coinvolgimento. Nessuna aspettativa. Nessun rischio.
Peccato che le regole siano molto più facili da stabilire che da rispettare. Più Garrett entra nel mondo di Jennie, più diventa impossibile ricordarsi che quello tra loro doveva essere soltanto un gioco.
Ma Jennie Beckett è talmente facile da amare che il loro gioco, ormai, assomiglia pericolosamente alla realtà.
RECENSIONE
Signore e signori, un minuto di silenzio per il mio cuore, perché Garrett Andersen gli ha appena dato il colpo di grazia definitivo.
Se dopo la storia di Carter Beckett ero rimasta colpita, pur tenendo un leggero margine di riserva, con Play With Me Becka Mack si è aggiudicata di diritto un posto d’onore nell’olimpo delle mie autrici comfort preferite. Ho dovuto letteralmente staccarmi dal libro e fare un bel respiro profondo prima di tornare alla realtà.
Siamo davanti a un best friend’s sister vissuto e goduto fino al midollo. L’equazione di partenza è il classico disastro annunciato: Jennie è la sorellina del suo migliore amico, nonché capitano della squadra. Praticamente il frutto proibito con sopra un cartello al neon con scritto “non toccare”. Quello che parte come un accordo senza impegno basato su una chimica esplosiva si trasforma però in qualcosa di immensamente più profondo, fatto di fiducia, vulnerabilità e ferite che richiedono tempo per cicatrizzarsi.
So che quel tipo di amore esiste: l’ho visto con i miei occhi. Solo che non sono sicura che esista per tutti.
Jennie è fantastica: feroce, ironica, non si rimpicciolisce mai per compiacere gli altri, anche se porta ancora addosso i fantasmi dei suoi traumi passati. Becka Mack non liquida le sue paure con un happy ending sbrigativo, ma le affronta in modo crudo e reale. E poi c’è Garrett. Oh, Garrett. Un cinnamon roll del hockey che giura di rispettare ogni singola regola del suo sport… tranne l’unica che gli impone di stare lontano da Jennie. Vedere un armadio di atleta come lui diventare goffo, nervoso e timido di fronte a lei, con una pazienza infinita nel disinnescare i suoi traumi mentre affronta anche il proprio bagaglio familiare, ti fa venire i lucciconi agli occhi.
A proposito: per la cronaca e per la mia salute mentale, Garrett Andersen purtroppo non esiste nella vita reale (sì, purtroppo è solo un giocatore di hockey immaginario uscito dalla penna di Becka Mack, per quanto io abbia pregato tutte le divinità dei romanzi rosa affinché fosse vero 😭).
Perché la mia collezione di giocattolini è esplosa nelle sue mani? Perché Induriana Jones gli ha dato uno schiaffo in faccia?Perché l’ho baciato?
Se nel primo libro non avevo legato al 100% con i protagonisti e mi era venuta la tentazione di sforbiciare un buon centinaio di pagine, qui no. Non toglierei una singola riga! La storia scorre con i tempi giusti e la chimica tra i due fa salire la temperatura alle stelle (tenete un ventilatore a portata di mano!).
In più, la dinamica della found family è semplicemente pazzesca. Il modo in cui tutta la banda del primo romanzo si stringe attorno a loro, tra battute esilaranti e un sostegno incrollabile, ti fa venire voglia di arruolarli tutti nella tua vita vera. Non sono solo personaggi: sono persone per cui fai il tifo a squartagola.
Insomma, pensavo che Carter fosse il mio preferito, e invece Garrett è arrivato in scivolata a rubare lo scettro. Ora mi chiedo solo come dovrei fare a riprendermi da questa lettura… ma nell’attesa, sono già prontissima a farmi conquistare dal prossimo capitolo!
(…) Perché ti amo e basta, Jennie. (…)


