
Titolo: Kiss the Candidate
Autrice: Bianca Marconero
Serie/Collana: autoconclusivo
Editore: Always Publishing
Genere: contemporary romance
Sottogeneri e trope: political romance, single dad, secret relationship, rivals to lovers, social gap
Prezzo: 15,90 €
Data di uscita: 13 ottobre 2026
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TRAMA
Il volto rassicurante del Partito Repubblicano, nella sfida elettorale per governare lo Stato di New York, è uno solo: quello di Victor Vandenberg II. Affascinante, giovane vedovo, padre devoto e ricco erede di una dinastia di politici, Victor campeggia sui manifesti elettorali di tutta New York. I suoi modi garbati conquistano la stampa, la sua reputazione integerrima convince persino gli eterni indecisi… e alimenta la rabbia competitiva dei suoi avversari. Soprattutto quella dell’unica persona in tutta la città ad aver conosciuto un volto molto diverso di Victor Vandenberg: quello del tradimento. Selina Rodrigo ha sempre lavorato sodo per aiutare le persone che ama. E ora, prima di concentrarsi finalmente su se stessa e intraprendere il master per diventare avvocata ambientalista, è decisa ad aiutare il fidanzato a organizzare al meglio la campagna elettorale contro Vandenberg e i repubblicani. Poco importa se il fidanzato la pianta e la campagna si rivela molto più complicata del previsto: Selina deve vincere a ogni costo. Perché l’alternativa è vedere trionfare l’unico uomo che le abbia mai spezzato il cuore. Victor Vandenberg, infatti, non è soltanto il candidato ideale da smascherare. Per un breve, travolgente istante è stato l’uomo che sembrava destinato a diventare il centro del mondo di Selina. Finché lui non ha spazzato via la sua fiducia e il suo futuro. Dopo anni di lontananza e risentimento, la campagna elettorale e gli intrecci del destino li costringono di nuovo l’uno sulla strada dell’altra. Selina e Victor dovranno fare i conti con ciò che è accaduto tra loro e con un’attrazione che, nonostante tutto, non ha mai smesso di bruciare. Tra intrighi politici, una metropoli in fermento e le elezioni che si avvicinano in una corsa inarrestabile, potrebbero scoprire che la vittoria più difficile non si ottiene alle urne, ma riconquistando chi credevi perduto per sempre.
RECENSIONE
Cari unicorni, rieccomi qui: la vostra My Little Pony di quartiere!
Oggi vi parlo di un libro che, se amate la penna di Bianca Marconero quanto la amo io, potrebbe far nascere in voi un irresistibile spirito patriottico. Preparate le bandiere a stelle e strisce, scaldate la voce per i comizi e tenetevi pronti a correre alle urne: è arrivato il momento di scegliere da che parte stare e votare il vostro candidato del cuore.
Perché, diciamocelo, certe elezioni non si vincono con i programmi politici, ma a colpi di fascino, tensione romantica e battibecchi capaci di convincere anche l’elettore più indeciso. Signore e signori, che la campagna elettorale abbia inizio: ecco a voi Kiss the Candidate!
“Restiamo in bilico, sulla soglia di un bacio. E ancora non so che quel bacio, io, non lo darò mai.”
In questo strabiliante romanzo seguiremo le vicende di Victor Vandenberg, affascinante papà single e candidato repubblicano, e Selina Rodrigo, combattiva democratica dalla lingua tagliente e dalle battute sagaci, che di certo non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno. Tra frecciatine al vetriolo, sguardi sfuggenti, un passato che li lega e una campagna elettorale tutta da vivere, i due daranno vita a uno scontro a dir poco memorabile. Ma mentre i riflettori sono puntati sulle elezioni, a rischiare di perdere il controllo non saranno soltanto i sondaggi…
“Provo a stilare una lista ma mi arrendo subito. Non basterebbe ciò che resta della notte per elencare i modi in cui Selina è sempre riuscita a massimizzare il danno. Più di chiunque altro al mondo.”
Ora, possiamo anche parlare di programmi elettorali, strategie politiche e sondaggi, ma sappiamo benissimo che il nostro interesse è rivolto altrove: ai protagonisti! E preparatevi, perché Victor e Selina hanno tutte le carte in regola per farci perdere la testa.
“Quando mi trovo davanti Victor Vandenberg, destituisco il cervello, il mio cuore impazzisce e i consigli di mio fratello si accartocciano come foglie secche.”
Partiamo dal nostro candidato repubblicano, Victor Vandenberg, perché diciamocelo, cari unicorni: se tutti i politici fossero così affascinanti, forse assisteremmo a un’affluenza alle urne decisamente più alta (credetemi, io sarei tra quelle che si alzerebbero all’alba pur di votarlo).
l nostro caro “Mr Ottanta Percento” è stato, a mio umilissimo parere, uno dei personaggi migliori tra quelli che ho incontrato negli ultimi mesi. Victor Vandenberg, mie care signore e miei cari signori, è una green flag con la G maiuscola! Bravo, premuroso, affidabile, un papà praticamente perfetto… insomma, l’uomo da sposare! Certo, anche lui commette i suoi errori, ma una delle cose che ho apprezzato di più è la sua capacità di riconoscerli e assumersi le proprie responsabilità, cercando di rimediare. E quando decide di farsi perdonare, lo fa con gesti talmente eclatanti che, onestamente, io gli avrei già fatto capire le mie intenzioni!
“Sono creta nelle mani di un uomo che è uno strumento di seduzione di massa. Mister Ottanta Percento non è solo l’idolo del suo schieramento, non solo sta convincendo una roccaforte liberale a credere in lui. Ma la sua sola esistenza funziona come un incentivo per l’aumento demografico.”
Ma non è soltanto questo a rendere Victor un uomo da sposare. Un altro aspetto che ho apprezzato moltissimo è il bagaglio di tristezza e sofferenza che si porta dietro. Perché, in un mondo in cui sembra che tutti si aspettino da te che interpreti un ruolo e diventi qualcuno che non sei, cosa succede quando finisci per non essere più compreso nemmeno dalle persone che dovrebbero conoscerti meglio?
Victor si ritrova solo, incompreso e, a volte, trascinato dagli eventi, fino al punto di rinunciare alla propria felicità e alla propria libertà pur di soddisfare le aspettative della famiglia. È proprio questo suo lato più fragile ad avermelo fatto apprezzare ancora di più. Dietro il candidato affascinante, l’uomo affidabile e il papà premuroso si nasconde una persona estremamente dolce e sensibile, che merita di poter scegliere finalmente anche per sé stesso. Insomma, se già prima ero pronta a votarlo, dopo aver conosciuto anche il suo lato più vulnerabile, direi che la mia scheda elettorale è praticamente già compilata.
“Voglio strappare la vittoria a Victor Vandenberg. Voglio impedirgli di togliermi anche questo, dopo che, otto anni fa, ha infranto i miei sogni e, cosa ben più grave, ha fatto a pezzi il mio cuore.”
E se Victor ha conquistato il mio cuore a colpi di green flag, non pensate che Selina sia da meno! La nostra democratica preferita è una donna combattiva, brillante e dalla battuta sempre pronta: una di quelle che non si lasciano mettere i piedi in testa da nessuno. Per me è stata una vera ventata di aria fresca, perché, diciamocelo, con una protagonista del genere la campagna elettorale promette scintille!
Proprio come il nostro bel protagonista, anche di Selina ho apprezzato moltissimo il lato più vulnerabile. Dietro quella corazza fatta di battaglie per i diritti, lotta contro le ingiustizie e convinzioni ben radicate si nasconde una ragazza che, in fondo, ha le sue fragilità, le sue ferite e le sue delusioni. Le esperienze dolorose vissute e un sistema che l’ha fatta sentire sfruttata e vittima di ingiustizie hanno contribuito a renderla più diffidente, spingendola a costruirsi una corazza che lascia aperta solo per pochi eletti.
“Puoi anche essere arrabbiata con me, ma sei troppo leale per fare una cosa del genere. E questo vale anche per il passato. Dentro di me ho sempre saputo che non eri stata tu.”
Sarà proprio il ritrovamento di una vecchia conoscenza, con cui condivide un passato costellato di rimpianti, rimorsi e parole mai dette, a mettere pian piano in discussione quelle difese che con tanta fatica si è costruita. Perché, a volte, anche chi sembra avere la corazza più impenetrabile nasconde ferite che non ha mai davvero smesso di portare con sé.
“Mi sembra di aver riavvolto il nastro e di essere tornato a quell’estate sull’isola, quando lei lavorava per i miei genitori, quando misuravo gioia e tristezza sulla base della mia possibilità di guardarla negli occhi” (citazione)
Questi due personaggi, insomma, mi sono rimasti parecchio impressi e, se già da soli sono così incisivi, immaginatevi cosa succede quando li mettiamo insieme! La cosa che mi ha affascinata di più è stata proprio la dinamica di coppia: un mix di amore, passione (mamma mia!) e, soprattutto, tanta, tantissima incertezza.
Ebbene sì, avete capito bene: è stata proprio l’incertezza, insieme alla paura di fidarsi di nuovo, a colpirmi maggiormente. Ho trovato interessante e commovente vedere come, nonostante il passato che li lega e le ferite che si portano dietro, Victor e Selina cerchino pian piano di ricostruire quella fiducia reciproca che sembra così difficile da ritrovare.
“Lo sguardo dura, e nessuno dei due esce dallo scambio, come se questa traiettoria in cui siamo intrappolati fosse diventata di colpo l’unica possibile. Il ponte su cui incontrarsi mentre il tempo scorre per il resto del mondo, ma si ferma per noi. Poi succede.”
Una dinamica che mi ha coinvolta a tal punto da farmi disperare ogni volta che uno dei due faceva qualcosa di sbagliato o diceva qualcosa che poteva essere facilmente frainteso. Insomma, preparatevi, perché durante la lettura vi ritroverete a volerli scuotere, a supplicarli di parlarsi chiaramente e a perdere la pazienza per ogni singolo passo falso! A un certo punto ero praticamente pronta a sfiduciare l’intero governo pur di vedere questi due ritrovare un po’ di equilibrio e smetterla di complicarsi la vita. Cari unicorni, portate pazienza: qui la salute mentale della lettrice è messa a dura prova!
“Ma anche questo buon consiglio è destinato a essere ignorato. Perché già so che, finito il pranzo, io farò l’ultima cosa che dovrei. Già so che andrò a cercarla. E la cosa più assurda è che non vedo l’ora.”
Dopo aver perso la testa per Victor, aver fatto il tifo per Selina e aver rischiato una crisi istituzionale per colpa delle loro decisioni, direi che è arrivato il momento di parlare di chi ha orchestrato tutto questo: Bianca Marconero! Perché qualcuno dovrà pur assumersi la responsabilità delle mie montagne russe emotive, no?
Parto subito col dire che, se fosse possibile, parlerei di questo libro con Bianca all’infinito! Sono una fan di quest’autrice, non lo nego, e con questa storia mi ha dato l’ennesima prova della sua bravura nel costruire una narrazione capace di coinvolgerti e trasportarti al suo interno senza che tu te ne accorga.
“Piango le lacrime che avevo trattenuto otto anni fa, le lacrime che per tutta questa dannata sera non ne hanno voluto sapere di scendere. Piango come se non dovessi fermarmi più.”
Per essere la mia prima esperienza con un political romance, posso dire che è andata decisamente bene! Mi sono sentita parte della storia, completamente immersa nelle vicende dei protagonisti e, soprattutto, ho riso tantissimo insieme a loro. Uno dei pregi della scrittura di Bianca è proprio questo: riesce a rendere la lettura così scorrevole e coinvolgente che le pagine scorrono leggere e tu non ti accorgi nemmeno del tempo che passa.
Ho amato moltissimo questo libro, non soltanto per i suoi straordinari protagonisti, ma anche per i personaggi secondari che li circondano e contribuiscono a rendere la storia ancora più vivace e divertente. Il primo esempio che mi viene in mente è la queen del mio cuore, Bonnie, la figlia di Victor, che, secondo il mio modestissimo parere, si aggiudica il titolo di MVP del romanzo!
Ma non finisce qui, perché ci sono anche Maggie e Ronan, rispettivamente la segretaria e il cognato di Victor, che mi hanno fatta impazzire con le loro battutine al vetriolo. (Non so voi, ma a me si sono decisamente attivati i sensi da ragno!) E che dire di Juanito, il nipotino di Selina, e di Xavier, suo fratello e padre del piccolo? Ebbene sì, cari unicorni, anche qui i miei sensi da ragno hanno iniziato a fare gli straordinari! Ma non aggiungo altro, perché non voglio rovinarvi la sorpresa.
“Baciarti è stata la cosa più giusta che potessi fare. Ma scegliere di non baciarti più, a volte, mi sembra l’unico comportamento onesto. Perché, in questo momento preciso, non posso darti garanzie, certezze, né qualcosa di concreto.”
Insomma, Bianca Marconero è riuscita a conquistarmi ancora una volta, regalandomi una storia che mi ha fatta ridere, emozionare e affezionare ai personaggi a ogni pagina. Mi ha fatto appassionare a un genere che non avevo ancora esplorato e mi ha dimostrato che, quando ci sono personaggi ben costruiti, una scrittura coinvolgente e una buona dose di ironia, anche una campagna elettorale può trasformarsi in una lettura indimenticabile.
Quindi, cari unicorni, il mio consiglio è uno solo: correte a dare una possibilità a Kiss the Candidate e preparatevi a eleggere i vostri candidati del cuore. Quanto a me, la mia scheda elettorale è già compilata e il mio voto è decisamente assicurato. Viva la campagna elettorale, viva il romance e viva Bianca Marconero!
Ci vediamo alla prossima recensione e, mi raccomando, votate per Kiss the Candidate!
La vostra My Little Pony di quartiere,


