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Recensione: Le api di Waterloo di Giulia De Martin

Titolo: Le Api di Waterloo

Autrice: Giulia De Martin

Serie/Collana: Standalone – La biblioteca di Daphne

Editore: Rizzoli

Genere: Regency Romance

Sottogeneri e Trope: forbidden love, english countryside, forced proximity

Prezzo: €11,99 – €20,90

Data di uscita: 05/05/2026

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TRAMA

Fiera e caparbia come il vento che sferza la brughiera, Phèdre Greville ha appena vent’anni quando incontra Richard Hale, Marchese di Northampton, erede di uno dei casati più ricchi d’Inghilterra. Quasi per gioco, con il pretesto di una scommessa forse troppo spavalda, tra i due nasce un amore luminoso, fatto di devozione e complicità, tenerezza e slancio. Ma la guerra contro Napoleone infrange il loro futuro insieme. Dopo la battaglia di Waterloo, che distrugge i sogni di Phèdre, le giornate spensierate nella sua amata serra diventano un ricordo fragile, offuscato dall’eco degli eventi che hanno cambiato per sempre il suo destino. Finché avviene una svolta inattesa: alla tenuta arriva Edward, cugino irlandese di Richard, la cui storia è legata a un segreto a lungo taciuto, che riapre dolorose ferite. Edward sgretola a una a una le poche certezze che a Phèdre sono rimaste. La posta in gioco non è solo riconquistare il titolo di marchesa e difendere la propria posizione; la vera sfida è capire cosa fare del proprio cuore e della propria vita. Travolta da un sentimento dirompente e incendiario, Phèdre si trova sospesa tra passato e futuro, fedeltà e desiderio, estasi e abisso, in una lotta per ricomporre i frammenti del proprio destino e scoprire con coraggio cosa significhi amare davvero. Fino a perdersi per potersi finalmente ritrovare.

RECENSIONE

«Ti amo in un modo che mi spaventa, con una profondità e un’intensità che non credevo possibili. Non lascerò più che la paura mi trattenga, che il passato mi imprigioni. Meritiamo la felicità ed è il momento di prendercela.»

Non posso quantificare quanto io abbia amato questo libro, credo che sia a mani basse il più bel libro letto nel 2026 e sono molto felice che sia un Regency. All’inizio della storia, infatti, ci troviamo nell’inghilterra del 1814 e la nostra protagonista incontra per la prima volta il nostro protagonista. Nonostante i genitori dei due abbiano organizzato questo incontro a tavolino per far sì che si possa celebrare un eventuale matrimonio, Phèdre non sembra particolarmente interessata alla cosa. Lei ama occuparsi delle sue piante all’interno della sua serra e l’idea del matrimonio non è qualcosa che la intriga così tanto, ma quando incontra effettivamente Richard e soprattutto comincia a parlarci le cose cambiano e così anche il suo disinteresse per il matrimonio. Richard dal canto suo ha una certa fama da donnaiolo, ma contro ogni pronostico l’apparenza inganna e questo Phèdre lo scoprirà molto presto. Phèdre e Richard mi sono entrati sin da subito nel cuore e ho amato ogni singola interazione che hanno avuto e per la prima volta mi sono trovata davanti un Regency che non segue le regole comuni. La loro storia non nasce dalla convenienza o almeno non solo, ma nasce da un sentimento che li spinge a parlare e a legarsi e lo fanno considerando i sentimenti l’uno dell’altro. Purtroppo, però, le favole non durano per sempre e questo vale anche per Phèdre e Richard, perché anche quando ce la si mette tutta per essere felici alle volte il destino arriva e rimescola le carte in tavola. 

“Rimase indelebile e basta, indimenticabile e intenso come il primo spiraglio di sole che buca le nuvole dopo settimane di pioggia.”

In questa storia, infatti, si aggiunge un altro protagonista: Edward, lui è qualcuno che viene dal passato di Richard e che porta con sé un vissuto e un segreto che potrebbero avere una grossa influenza sui Northampton. Un segreto che rischia di distruggere la serenità di Phèdre, ma che al tempo stesso le darà la forza di reagire e di tornare a essere quella che era prima. 

Ma volete sapere cosa mi è piaciuto di più in assoluto di questo libro? La penna dell’autrice. Giulia ha uno stile di scrittura che cattura l’attenzione e che fa restare incollati alle pagine, tanto che andavo avanti a oltranza con l’unico obiettivo di scoprire cosa sarebbe successo dopo e perché. E parliamoci chiaro: quando un’autrice è in grado di fare questo, allora, ha tutte le carte in tavola per raggiungere il meritato successo. Per me questo libro è stato un enorme sì e spero con tutto il cuore che ne arriveranno altri dell’autrice, perché voglio leggere anche altre sue storie e perdermi in esse come è accaduto con questa. Come ultima cosa mi sento di spendere due paroline anche sullo spicy e dirvi che non è una componente preponderante della storia, infatti, qualche scena qui e là c’è, ma nulla di troppo esplicito e soprattutto è stato inserito in maniera commisurata alla trama del libro.

Infine posso solo darvi un consiglio: leggete questo libro! Perché vale ogni singolo minuto speso nella lettura, dall’inizio alla fine.

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