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Recensione: Faking it di Kate Aster

Titolo: Faking it

Autrice: Kate Aster

Editore: Triskell Edizioni

Serie: Homefront: The Sheridans #3 – Autoconclusivo

Genere: Contemporary Romance

Tropes: Fake dating, Billionaire, He falls first, opposites attraction, Small Town

Costo Ebook: 4,99€

Uscita: 16 Ottobre 2026

LINK AMAZON: https://link.amazon/B0a4OnmMw

TRAMA

Cassidy Parker sognava New York, le passerelle e una vita da copertina. Dylan Sheridan ha già avuto fama, successo e milioni. Nessuno dei due, però, è esattamente ciò che l’altro immagina.
Cass ha lasciato la sua città natale convinta che sarebbe diventata una modella famosa. Anni dopo, la realtà è decisamente meno glamour: per l’estate indossa un abito da principessa di venti chili in un parco divertimenti dell’Ohio. E proprio lì ricompare Dylan Sheridan, ex medagliato olimpico, lottatore di MMA, imprenditore miliardario e protagonista di parecchie delle sue fantasie adolescenziali. Peccato che Cass abbia già scoperto quanto possa essere arrogante.
Dylan, dal canto suo, crede di conoscere bene le donne come Cass: belle, ambiziose e attirate dalla sua fama. Ma bastano pochi incontri per mandare in pezzi ogni pregiudizio. Dietro la corona da principessa c’è una donna ironica, generosa e determinata a trovare finalmente qualcosa che dia un senso alla propria vita; dietro l’immagine del playboy irresponsabile c’è un uomo che ha costruito il proprio successo senza vivere all’ombra del cognome Sheridan.
Quando telecamere, gossip e una visibilità decisamente fuori controllo trasformano la loro relazione in uno spettacolo pubblico, fingere potrebbe diventare la soluzione perfetta. Il problema è capire dove finisca la recita. Perché ogni bacio davanti agli obiettivi rende più difficile distinguere ciò che serve alle apparenze da ciò che entrambi desiderano davvero.
E innamorarsi non faceva parte del copione.

RECENSIONE

Ci sono famiglie letterarie che, libro dopo libro, finiscono per diventare un po’ anche le nostre. Famiglie nelle quali vorremmo entrare, sederci a tavola, partecipare alle discussioni e sentirci parte di qualcosa di speciale. Ecco, quella degli Sheridan è decisamente una di queste.

Se c’è una cosa che ho amato di questa serie, infatti, è proprio il legame tra i tre fratelli Sheridan. Un rapporto fatto di affetto, protezione, battibecchi e quella complicità che soltanto chi è cresciuto insieme può comprendere fino in fondo. In Faking It, capitolo conclusivo della serie Homefront: The Sheridans, questo aspetto assume ancora più importanza e viene approfondito maggiormente, regalandoci alcuni dei momenti che ho apprezzato di più dell’intero romanzo.

La famiglia Sheridan è una di quelle famiglie numerose e unite di cui tutti, almeno una volta, abbiamo desiderato fare parte. Non significa che sia perfetta, anzi! Ci sono incomprensioni, aspettative non dette e qualche piccolo rancore, ma alla base di tutto rimane sempre un amore incondizionato. Quello che ti fa sapere che, qualsiasi cosa accada, avrai sempre qualcuno pronto a sostenerti.

E proprio Dylan Sheridan, ultimo dei tre fratelli a capitolare davanti all’amore, è il protagonista di questa storia.

Ex medagliato olimpico, lottatore di MMA e imprenditore miliardario, Dylan è abituato a essere sotto i riflettori. Agli occhi del pubblico è il classico playboy ricco, affascinante e irresponsabile, quello che sembra prendere tutto con leggerezza e che non ha alcuna intenzione di mettere la testa a posto. Ma dietro questa facciata si nasconde un uomo che ha sempre cercato di costruire qualcosa di proprio, senza vivere all’ombra della sua famiglia.

Dall’altra parte troviamo Cassidy Parker, una ragazza che aveva lasciato la propria città inseguendo il sogno di diventare una modella famosa a New York e che, invece, si ritrova a lavorare come principessa in un parco divertimenti dell’Ohio. Diciamo che tra passerelle di alta moda e un vestito da principessa di venti chili c’è una bella differenza!

Cass è ironica, generosa, determinata, ma anche profondamente segnata da alcune esperienze del passato, soprattutto dal divorzio dei genitori, che ha influenzato il suo modo di vedere le relazioni e il matrimonio.

Né Cass né Dylan stanno cercando una storia seria. Entrambi hanno le proprie ragioni per tenersi alla larga dall’amore e, almeno inizialmente, sembrano perfettamente d’accordo nel vivere qualcosa di leggero, senza aspettative e senza complicazioni.

Peccato che, quando di mezzo c’è uno Sheridan, le complicazioni sembrino essere praticamente incluse nel pacchetto!

Il loro rapporto nasce quasi per caso, tra attrazione, battute pungenti e una chimica decisamente esplosiva. La componente passionale non manca di certo e, soprattutto nella prima parte, il loro legame si sviluppa in maniera molto spontanea, senza grandi promesse o dichiarazioni romantiche.

Poi, però, arriva lo scandalo.

Quando la loro frequentazione diventa improvvisamente di dominio pubblico, tra gossip, telecamere e attenzioni indesiderate, Dylan propone una soluzione tanto semplice quanto rischiosa: fingere di essere una coppia.

Lui è abituato a essere giudicato, a convivere con una reputazione non proprio immacolata e a incontrare persone interessate più al suo conto in banca che alla sua personalità. Cass, invece, non ha mai desiderato ritrovarsi al centro di un circo mediatico. E Dylan, nonostante l’immagine da playboy che si porta dietro, non esita a volerla proteggere.

Ma sappiamo tutti come funzionano queste cose nei romance, vero? Si comincia fingendo per convincere gli altri e si finisce per dover convincere soprattutto se stessi che sia davvero tutta una recita.

Ma ora che ho visto cos può essere l’amore quando riesce davvero a sopravvivere ai tunnel di turbolenza che la vita può riservare, lo voglio per me stessa. Un amore che duri.

Uno degli aspetti che ho apprezzato è la narrazione a doppio punto di vista, che permette di conoscere meglio entrambi i protagonisti e di comprendere le loro insicurezze, i loro desideri e le motivazioni dietro alcune scelte.

Devo ammettere, però, che non tutto mi ha convinta completamente.

Faking It è stata senza dubbio una lettura piacevole, leggera e molto scorrevole, una di quelle storie che si leggono velocemente e che riescono a intrattenere senza richiedere troppo impegno. Eppure, una volta terminata, mi è rimasta la sensazione che mancasse qualcosa.

Forse avrei voluto una maggiore profondità emotiva in alcune scene, soprattutto considerando i temi che l’autrice decide di affrontare.

Per esempio, il rapporto di Dylan con la propria famiglia e il suo sentirsi escluso da alcune dinamiche lavorative avrebbe potuto offrire spunti interessanti. Tuttavia, alcune sue lamentele mi sono sembrate poco convincenti, soprattutto perché i fratelli non erano realmente consapevoli del suo desiderio di essere maggiormente coinvolto.

Allo stesso modo, ho trovato un po’ semplicistica la convinzione di Cass di non voler credere nel matrimonio esclusivamente a causa del divorzio dei genitori. È una paura comprensibile, certo, ma avrei preferito che venisse esplorata con maggiore attenzione, per rendere il suo percorso emotivo ancora più credibile.

Un altro tema importante presente nella storia riguarda le difficoltà affrontate dai soldati e dai veterani feriti in guerra. È un argomento delicato, che si collega bene all’universo narrativo della serie e che avrebbe meritato, secondo me, uno spazio maggiore.

Ed è forse proprio questo il punto: Kate Aster mette sul tavolo diverse tematiche interessanti, dalla comunicazione all’importanza dei legami familiari, dalle conseguenze del divorzio alle difficoltà dei veterani, ma non sempre riesce ad approfondirle quanto avrei desiderato.

Anche la comunicazione tra i protagonisti, che dovrebbe essere fondamentale per superare pregiudizi e incomprensioni, avrebbe potuto regalare momenti di maggiore intensità.

Nonostante queste piccole riserve, però, non posso dire di non essermi divertita durante la lettura.

Cass e Dylan sono due personaggi piacevoli, insieme funzionano bene e la loro storia offre un buon equilibrio tra romanticismo, passione e leggerezza. Non sono probabilmente la coppia che mi rimarrà più impressa della serie, ma hanno comunque saputo regalarmi qualche sorriso.

E poi c’è il finale.

L’epilogo è senza dubbio una delle parti che ho preferito.

Essendo il capitolo conclusivo della serie, avevo bisogno di un saluto all’altezza degli Sheridan e, da questo punto di vista, l’autrice non mi ha delusa. È stato bello ritrovare tutti i personaggi, vedere il percorso compiuto dai tre fratelli e chiudere questa avventura con quella sensazione di calore che soltanto le storie incentrate sulla famiglia riescono a trasmettere.

È stato un po’ come salutare degli amici dopo aver trascorso tanto tempo insieme.

Tirando le somme, Faking It non è il mio romanzo preferito della serie. Quel posto rimane saldamente occupato da Full Disclosure, il secondo volume, che personalmente ho trovato più coinvolgente e riuscito.

Questo terzo capitolo, pur avendo tutte le carte in regola per conquistarmi completamente, mi è sembrato meno incisivo sul piano emotivo. Avrei voluto qualche scena più intensa, qualche confronto più approfondito e forse anche un po’ più di spazio per quelle fragilità che rendono i personaggi davvero indimenticabili.

Resta comunque un romance piacevole, passionale e perfetto per chi cerca una storia senza troppi drammi, con un miliardario dal cuore decisamente più grande della sua reputazione, una protagonista che cerca ancora la propria strada e una relazione finta destinata a diventare fin troppo reale.

Ma soprattutto, è un bellissimo modo per salutare la famiglia Sheridan.

E, alla fine, credo sia proprio questo ciò che porterò con me di questa serie: non soltanto le storie d’amore dei protagonisti, ma la certezza che, qualunque cosa accada, avere qualcuno pronto a sostenerti può fare davvero tutta la differenza del mondo.

Perché gli amori romantici ci fanno sognare, ma le famiglie che scegliamo e che ci scelgono sono quelle che ci fanno sentire a casa.

Alla prossima lettura,

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