
Titolo: Wild Card
Autrice: Elsie Silver
Serie/Collana: Rose Hill Series #4 (autoconclusivo)
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Contemporary Romance
Sottogeneri e trope: Age gap, Forced proximity, Grumpy sunshine, Small town
Pagine: 412
Prezzo: € 4,99 eBook – € 9,90 cartaceo
Data di uscita: 9 settembre 2025
Link Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0FKDXPD6R/
Trama
Pilota di aerei antincendio dall’aria sempre imbronciata, Sebastian è il sogno proibito di tutte. Gwen non fa eccezione, ma ha un ottimo motivo per stargli alla larga: è il padre del suo ex. Una sera, un incontro fortuito si trasforma in una notte indimenticabile quanto irripetibile. O almeno è ciò che entrambi si ripromettono. Un anno dopo, però, il caso vuole che si trovino a vivere sotto lo stesso tetto, il che rende la situazione molto complicata, soprattutto per Gwen che proprio non riesce a togliersi Sebastian dalla testa, per quanto ci provi. Dal canto suo, Sebastian sta cercando di ricostruire il rapporto con suo figlio e cedere al desiderio per Gwen sarebbe l’equivalente di un tradimento imperdonabile. Tuttavia, giorno dopo giorno, l’attrazione tra Sebastian e Gwen cresce sempre di più fino a diventare incontenibile. I due sanno perfettamente cosa sarebbe giusto fare, ma il cuore non sempre è disposto a seguire le regole dettate dalla ragione…
La serie ROSE HILL è così composta:
1 Wild Love. Desiderio selvaggio (Rose Hill Series Vol. 1)
2 Wild Eyes. Sguardo selvaggio (Rose Hill Vol. 2)
3 Wild Side. Spirito selvaggio (Rose Hill Series Vol. 3)
4 Wild Card. Cuore selvaggio (Rose Hill Series Vol. 4)
Recensione
Mie care brioscine,
ci sono autrici come la Silver, di cui prendi il libro a scatola chiusa: quelle che ami aspettare e che non deludono mai l’attesa. Così, quando ho visto l’uscita in contemporanea di Wild Card, non me la sono lasciata sfuggire e ringrazio Luly per il cambio di testimone e Newton Compton per la copia ARC.
Devo però ammettere che le mie aspettative sono state soddisfatte solo a metà. Forse perché, dopo l’anticipazione nel libro precedente, mi ero immaginata tutt’altra trama; forse perché la nostra Elsie, quando scrive i volumi di chiusura di una serie, sembra già con la testa alla prossima.
Ma andiamo con ordine.
Sebastian, detto Bash, è uno degli Spaccapalle: papà già conosciuti nei libri precedenti, appassionati di bowling, e lui in particolare vigile del fuoco con tanto di brevetto da pilota per vocazione e mestiere. Scopre improvvisamente di avere un figlio: non un bebè, ma un ragazzo ormai adulto, di cui non aveva saputo nulla per oltre vent’anni.
Gwen, invece, è una giovane insegnante di yoga: formosa, anticonformista e sempre in movimento, senza mai fermarsi troppo a lungo nello stesso posto. Si incontrano in aeroporto, entrambi bloccati, e condividono un tavolino, confidenze e pessimi margarita. Tra loro scatta subito una connessione profonda, qualcosa che entra sottopelle.
Purtroppo, un banale errore di digitazione impedisce loro di mantenere viva questa connessione. Ma il destino ci mette lo zampino: si rincontrano tempo dopo… e scoprono che Gwen è la fidanzata del figlio di Bash. Potete immaginare lo shock.
La Gwen dell’aeroporto. La Gwen della spiaggia. La Gwen di Tripp. La Gwen che Tripp non nomina mai.
Da qui la storia prende una piega inaspettata. E il vero protagonista diventa Clyde, detto “il pazzo”: un personaggio irresistibile, che manovra dietro le quinte con la sua immensa arguzia per creare occasioni. Se gli piaci, puoi star certa che ti inviterà nel suo bunker durante un’apocalisse zombie.
Bash, deluso dalla vita, finisce per empatizzare tantissimo con Clyde, tanto da donargli un rene. Gwen, dal canto suo, adora lo spirito di questo vecchio pazzo che la incastra nelle sue trame.
«Attenta a ciò che desideri, Gwen. Ho una lunga lista di cose con cui vorrei vedere come te la cavi tu, ma nessuna di esse riguarda il poker».
Nei libri precedenti avevo visto i rapporti crescere in modo naturale; qui, invece, ho percepito i protagonisti più frenati, frustrati e un po’… idioti, soprattutto Bash.
Timorosi di non essere abbastanza. Viviamo nella paura dello stesso tipo di rifiuto e, prima o poi, uno di noi dovrà tentare la sorte, o il treno partirà senza di noi.
Tripp, il figlio di Bash, sembra più un bambino che un adulto e non aiuta a empatizzare; anche il gruppo iniziale mi è apparso distante. Così non sono riuscita a ridere o provare empatia per i protagonisti come nelle storie passate.
Detto questo, Wild Card resta un buon libro, ma se non ci fosse stato Clyde non so se gli avrei dato la stessa valutazione. La chimica tra i due protagonisti c’è, ma carbura a diesel: parte subito, poi rallenta e bisogna aspettare un po’ per vederla esplodere davvero.
Ma c’è comunque combustione, diciamo anche acrobatica, e una partita di poker abbastanza bollente.
«Sei uno spirito libero. Imprevedibile e mai scontata. Mi fai spaventare a morte ogni dannato giorno».
Il libro ci fa intravedere qualcuno che è potenzialmente uno dei protagonisti della prossima serie e ha un easter egg che sembra quasi un omaggio, ma non vi dico altro. Per capire dovete leggerlo.
«Tu sei i miei lime, Bash. Io sono la tequila».


