
Titolo: Meet me here
Autor*: Naike Ror
Serie/Saga: Hawthorne Academy #1
Editore: Always Publishing
Genere e sottogenere: Academy romance, Young adult, social gap, forbidden love, bully, forced proximity, rivals to lovers, multipov.
Prezzo: 3,99 € ebook kindle; 15,90 copertina flessibile
Link Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0FW83C881
Trama
Alla Hawthorne nessuno è davvero innocente. E l’amore è solo un’altra arma. Juliet Dowson ha una sola certezza: non appartiene ad alcun luogo. Vive in una stanza sopra il garage degli zii, in una casa che non la vuole davvero, in un sobborgo destinato a scomparire insieme al suo liceo. Quando le viene offerta una borsa di studio per la Hawthorne Academy, l’élite scolastica del Connecticut, accettare significa garantirsi un futuro migliore. Ma anche entrare in un mondo che non perdona chi viene “da fuori”. Alla Hawthorne il potere ha un nome: i Golden Ones. Ragazzi ricchi, intoccabili, abituati a decidere chi conta e chi no. Al vertice c’è Asher Kingswell, il re indiscusso della scuola, forte di un cognome che pesa quanto una sentenza. Nulla accade senza il suo consenso, nessuno osa metterlo in discussione. Fino all’arrivo di Juliet. Asher è seduto al banco accanto al suo. Come lei, compete per essere il miglior studente dell’anno. E quando il suo fascino si mescola all’arroganza, la rivalità diventa immediata. Juliet non abbassa lo sguardo, osa rispondergli a tono. E soprattutto, con i suoi voti eccellenti, minaccia di scardinarlo dal trono che lui ha sempre dato per scontato. Dietro la facciata di sicurezza e controllo, Asher nasconde però un desiderio che non può permettersi: essere libero dalle aspettative, dalle pressioni di una madre tirannica, da un ruolo che lo soffoca. L’unica persona che Asher vuole proteggere più della propria immagine è sua sorella Elowen, ma quando Juliet entra anche nella sua, di vita, ogni equilibrio si incrina. Tra alleanze fragili, rivalità feroci e silenzi complici, la Hawthorne si rivela un campo di battaglia silenzioso. C’è chi osserva, chi manipola, chi paga un prezzo altissimo. E in questo equilibrio fondato su apparenza e controllo, l’attrazione tra Juliet e Asher è un rischio troppo elevato per essere ignorato. Perché alla Hawthorne l’amore non è una distrazione: è una debolezza da usare contro di te.
Recensione
Salve 🌻
oggi parliamo del primo volume della nuova trilogia di Naike Ror per la Always Publishing (che ringrazio per la copia e-ARC).
Io so per certo che, quando voglio qualcosa di immersivo, che mi intrattenga, che mi faccia battere il cuore e che mi coinvolga, con questa autrice vado sempre sul sicuro e questo libro è l’ennesima riconferma. “Giocando” con archetipi conosciuti e confortevoli per il lettore, aggiungendo una giusta dose di originalità, tante emozioni e una penna unica e riconoscibile, ecco che mi sono ritrovata incollata alle pagine nonostante sia in un periodo in cui entro nel blocco del lettore un giorno sì e l’altro pure.
La Ror non le manda a dire con la sua scrittura sempre diretta, ma capace di toccare il cuore e l’anima. Oltretutto, solitamente ho un problema con gli young adult: non sempre riesco a ritrovarmi nel target. Ma con questa autrice immedesimarsi, ricordare e trovare riflessioni attuali è decisamente semplice. Ho trovato il libro potente, vivido, coinvolgente. Spesso mi è sembrato di vedere un film, tanto potenti e chiare erano le immagini. Ecco cosa riesce a fare Naike Ror: ti trasporta nel mondo che crea e ti fa vivere sulla pelle le emozioni.
I temi trattati sono tanti ma ben orchestrati: il lutto, la solitudine, il consenso, le differenze sociali, le maschere sociali, le pressioni, le famiglie disfunzionali e quelle potenzialmente perfette ma che perfette non lo sono mai, la depressione e molto altro.
Quelle parole mi ferirono più del litigio. Perché non erano dette per proteggermi, ma per evitare una conseguenza.
«Se chiamo un medico vuol dire che non ce la sto facendo da solo.»
«Vuol dire che stai scegliendo di restare in piedi.»
Riuscire a toccare così tanti temi, nel giusto modo, con la giusta delicatezza e il giusto rispetto, senza far perdere la trama e riuscendo anche a bilanciare il ritmo della narrazione, arrivando al punto di far ridere il lettore… be’, direi che non è da tutti.
Ma andiamo ai personaggi, che ho trovato multisfaccettati, coerenti, reali.
«Ho sedici anni, non sono un adulto.»
La nostra protagonista si ritrova orfana e abita con gli zii. La zia la odia, lo zio è troppo succube della moglie per reagire e prendere decisioni. Juliet (la FMC) vive sopra il garage, in condizioni decisamente non consone, un po’ alla Harry Potter e, come lui, si ritrova ad andare in una scuola d’élite grazie a una borsa di studio. Se da un lato questa opportunità la porterà lontano dalla spregevole zia, dall’altro la porterà lontana anche dai due unici amici che ha e che le danno una parvenza di famiglia in un mondo in cui la solitudine sembra fare da padrona.
Quando avevi delle cicatrici che non amavi mostrare, riconoscevi chi ne aveva come le tue.
Juliet dovrebbe, e vorrebbe, mantenere un profilo basso, ma le cose non vanno sempre come si vuole e lei non è fragile come può sembrare. Poco da fare, ho amato questo personaggio. Sarà anche che, per alcuni aspetti, mi ci sono ritrovata e sono riuscita a empatizzare fortemente.
Strana. Io ero quella strana. Solo perché non mi uniformavo a loro.
Il protagonista maschile è il classico rampollo ricco che subisce le pressioni sociali e accademiche di una famiglia disfunzionale, con aspettative esorbitanti. Ovviamente fa parte della cerchia più importante di tutta la scuola e, per quanto non dovrebbe, verrà subito attratto da Juliet. Da lì si scoprirà chi è davvero e compirà un’evoluzione.
A tal proposito, una delle cose che ho apprezzato maggiormente è proprio la crescita e l’evoluzione dei personaggi, estremamente coerente sia per età sia per eventi.
La tensione fra i due è estrema, si taglia con il coltello e non ci fa desiderare uno spicy esplicito che sarebbe stato decisamente fuori luogo, anche se ce lo fa sognare per il futuro.
«Non solo sopravviverai, ma lo faremo insieme.»
Ma non tutto è come sembra e qui, come in pochi altri libri, i personaggi secondari hanno una valenza importante ai fini della trama: dagli antagonisti estremi agli amici, dagli insegnanti al comparto sociale.
Tante le briciole (e molto di più) che l’autrice lascia per aumentare la curiosità, infittire l’intrigo e strutturare la suspense… a costo di provocare quel tipico “amore e odio”. Amore perché adori il libro, odio perché: “porcaccia la miseria, non è già uscito il secondo e io devo sapere”. Bisogna considerare comunque che essendo il primo volume della trilogia, per quanto tratti principalmente della prima coppia, ha il suo aspetto introduttivo, mi aspetto di tutto per il futuro e non vedo l’ora di leggere gli altri volumi…specialmente l’ultimo.


