Recensione

Titolo: Il patto
Autrice: Suzanne Wright
Autoconclusivo
Editore: Hope Edizioni
Genere: Contemporary romance
Sottogeneri e trope:
Arraged Marriage
Fake Relationship
Second chance
Alpha possessive
Pagine: circa 622
Prezzo: circa 16,90 € (cartaceo) / 4,99 € (ebook)
Data di uscita: 25 Marzo 2026 (Italia)
TRAMA
Un patto tra due ragazzi, quasi uno scherzo. Credo sia abbastanza comune.
Quello che non lo è per niente è che una delle due parti si presenti anni dopo, proponendo che venga onorato. Devo essere più chiara?
Un matrimonio di ripiego, un matrimonio senza amore. Una semplice proposta d’affari.
Dovrei dire di no. Dovrei aspettare l’amore. Ma che garanzie mi ha dato l’amore, fino a questo momento?
Forse potremmo farlo funzionare, soprattutto visto che anche lui è stato ferito quanto me, in passato, e sostiene di aver chiuso con l’amore.
A proposito: lui è Daxton “Dax” Mercier, uomo d’affari di successo e mio primo… tutto.
Il nostro sarà un matrimonio basato sull’amicizia e la collaborazione. In fondo, l’amore non fa che complicare le cose, giusto?
RECENSIONE
Mie care brioscine, sono sempre stata affascinata dai romanzi di Suzanne Wright, una penna capace di distinguersi per originalità e intensità narrativa. Per questo ho iniziato Il patto con grandi aspettative, anche se con qualche riserva.
«Dovresti aver bisogno di me completamente, come io ho bisogno di te.»
Il romanzo, infatti, intreccia e prosegue le vicende di due storie precedenti, e questo crea un piccolo limite nella lettura: mi sono mancati alcuni tasselli fondamentali. Addison è la figlia dei protagonisti di Il favore, mentre Dax appartiene alla linea narrativa di Shiver, che però non è stato tradotto in italiano. Questo rende la sua storia più difficile da collocare e ne riduce in parte la piena comprensione, nonostante una trama di per sé ben costruita e articolata.
«Hai fatto la tua scelta. Ora è troppo tardi per tirarti indietro. Se ci provassi, non te lo lascerei fare. Sei mia. Ti ho fatta mia. Indossi la prova di ciò al dito.»
Un altro aspetto è la presenza di numerosi riferimenti ed Easter eggs: senza conoscere a fondo l’universo creato dall’autrice, diversi dettagli passano quasi inosservati e perdono parte del loro impatto.
Al centro resta Addison, una protagonista segnata da un forte contrasto interiore: ha una famiglia unita, genitori che si amano profondamente e molte persone che le vogliono bene, eppure si sente profondamente sola. Porta con sé il peso di un grande amore che la vita le ha strappato, e questo vuoto emotivo finisce per definirla più di quanto il contesto esterno lasci immaginare. Ha provato anche ad avere storie importanti, ma per un motivo o per un altro (o altre) ha dovuto rinunciare. Ed è proprietaria di un’agenzia che crea eventi, anche matrimoniali.
Dax ha un passato intenso alle spalle, dentro e fuori la legge, ha un patrimonio familiare sui generis e anche lui come Addie ha creduto soltanto una volta nell’amore.
Si erano incontrati da ragazzi con Addie, e avevano avuto una intensa, forte chimica, tanto da bruciarsi.
«Avevo sentito dire che essere il primo, per una donna, può rendere un uomo molto possessivo. Ora posso dire che è vero.»
Solo che si erano fatti una promessa, un tacito accordo a cui Dax dà un valore reale.
E chiede ad Addie di onorare quell’accordo.
Ed è qui che nasce uno strano miscuglio di eventi, forse troppi, per essere concentrati a pieno sui due protagonisti. Ma andiamo al cuore della storia, che ingrana diesel ma poi arriva. Perché sta tutto nel patto.
«Non ci sarà nessun divorzio. Tu mi hai donato te stessa. Non ho intenzione di restituirti.»
Addie e Dax danno vita ad una danza di sguardi e di parole connesse che sono difficili da ignorare. Semplicemente, lui non riesce a fidarsi di nessuno al di fuori della sua cerchia ristretta e poi Addie fa polvere delle sue barriere.
Nasce una complicità quasi naturale, semplicemente vivendosi.
«Tu vali per me. Non posso dire altrettanto di molte persone fuori dalla mia cerchia ristretta.»
La parte spicy è calda, molto calda. I due protagonisti non si negano e non ci negano niente.
Sono intensissimi nella parte carnale, quanto equilibrati nella quotidianità.
La possessività naturale di Dax è un punto a favore del romanzo. Lui è attento a piccoli dettagli che ad altri sfuggono. Addie dalla sua ha il pragmatismo, è realistica come personaggio.
Semplicemente il libro avrebbe potuto essere equilibrato meglio, a mio parere.
«Perché ogni parte di te, dentro e fuori, sa che sei mia.»


