
Titolo: All missing pieces
Autrice: Catherine Cowles
Serie/Collana: autoconclusivo
Editore: De Agostini
Genere: contemporary romance
Sottogeneri e trope: grumpy x sushine, forced proximity,mystery, small town
Prezzo: 19,90 €
Data di uscita: 8 settembre 2026
Link Amazon: https://amzn.eu/d/
TRAMA
Ridley credeva che solo la verità l’avrebbe guarita… ma poi ha incontrato Colt. Ogni caso irrisolto ha un pezzo mancante e Ridley Sawyer non ha mai smesso di cercarlo. Da quando sua sorella gemella è scomparsa, vive inseguendo verità su casi di cui nessuno vuole più sentir parlare. E così, il suo podcast true crime è più di un lavoro: è un’ossessione, un modo per dare un senso a ciò che ha perso. Anche se questo significa riaprire cicatrici profonde. Anche se significa mettersi in pericolo. Poi c’è Colter Brooks. Sceriffo di una cittadina che ha già visto fin troppo dolore, ha imparato a tenere tutto sotto controllo: la sua comunità, il suo passato, persino se stesso. Tutto tranne Ridley. La ragazza, con le sue domande scomode e la sua ostinazione, è esattamente il tipo di caos che Colt non può permettersi di far entrare nel suo mondo. Ma quando, all’improvviso, un vecchio caso dimenticato torna alla ribalta… tenerla a distanza non è solo impossibile, ma una scelta che potrebbe costare la vita a entrambi. Costretti a collaborare, a condividere spazi e silenzi, Ridley e Colt si trovano sempre più coinvolti in un’indagine morbosa, che potrebbe portare a galla le risposte che Ridley stessa sta cercando da una vita intera. Ma è anche un’indagine che potrebbe unirli per sempre, o mandare in pezzi le loro vite, facendole crollare come un castello di carte.
RECENSIONE
Cari unicorni, rieccomi qui: la vostra My Little Pony di quartiere!
Oggi mi sento in modalità investigatore, perché il libro che vi racconterò oggi mi ha fatto diventare una piccola detective.
Il libro di oggi è All Missing Pieces, della mia (nuova) autrice preferita, Catherine Cowles.
L’abbiamo conosciuta con la serie Fragile Sanctuary e oggi la ritroviamo con questo nuovo libro, standalone, uscito di recente per la collana Booklovers Approved di De Agostini.
“Il mio bisogno di uscire e fare esperienze di ogni tipo poteva diventare un’arma a doppio taglio, ma non c’era modo di evitarlo.”
La storia parla di Ridley Sawyer, giovane podcaster di successo, che giunge nella cittadina di Shady Cove, un piccolo paese in cui aleggia un mistero per lei particolarmente importante. Qui incontrerà lo scontroso sceriffo Colter Brooks, detto Colt.
Se all’inizio la loro inimicizia porterà qualche problema, mano a mano il rapporto tra loro evolverà e diventerà qualcosa di molto più profondo. Ma attenzione, perché il pericolo è molto più vicino di quello che sembra!
“Infilai una mano in tasca. Le mie dita afferrarono il familiare ciondolo di metallo. Ne avevo memorizzato i contorni negli ultimi cinque anni. Ogni ammaccatura e ogni graffio.” (citazione)
Ma ora passiamo a Ridley e al nostro affascinante sceriffo, Colt.
Con loro, infatti, Catherine Cowles non si è risparmiata e ci ha regalato due protagonisti molto interessanti, capaci di farsi amare sin dal primo momento.
Da una parte abbiamo Ridley, che mi è piaciuta tantissimo sin dal primo momento. È una di quelle protagoniste che non riesce proprio a lasciare andare un mistero, soprattutto quando sente che dietro una storia c’è qualcosa che non torna.
E forse è proprio questo il bello di lei: la sua curiosità non è quella della classica protagonista che si trova coinvolta per caso, ma è parte di ciò che è e di quello che ha scelto di fare.
Il suo passato e il suo senso di giustizia la rendono una persona molto speciale, perché ha una sensibilità innata e, grazie al suo lavoro da true crime podcaster, mi ha portata durante la lettura a fare teorie su teorie su chi potesse essere il colpevole. Ma Ridley non è solo determinazione e curiosità. Dietro questa sua forza c’è anche una parte molto più fragile, che viene fuori soprattutto quando il passato torna a bussare alla sua porta. Il bisogno di trovare delle risposte, in alcuni momenti, diventa quasi un’ossessione e si capisce quanto quel caso la coinvolga personalmente. È proprio questo contrasto tra la Ridley che non si arrende davanti a nulla e la Ridley più vulnerabile che me l’ha fatta sentire ancora più vera.
“La voce di Ridley mi catturava sempre, con la sua musicalità e, al tempo stesso, con una concretezza che non si poteva fingere.”
E poi abbiamo lui… lo sceriffo.
Perché, ovviamente, Catherine Cowles non poteva lasciarci senza il nostro bel rappresentante della legge, apparentemente tutto d’un pezzo e molto poco disposto a rendere le cose semplici a Ridley.
Colt, infatti, è completamente diverso da Ridley: dove lei segue l’istinto, fa domande e non riesce a stare lontana dai misteri, lui cerca di tenere tutto sotto controllo.
È protettivo, responsabile e molto più chiuso, soprattutto quando si tratta del suo passato e delle cose che lo hanno ferito. E poi c’è quel suo lato grumpy e apparentemente imperturbabile che, ovviamente, non poteva che farmi sorridere. Ma la cosa che ho apprezzato di più è scoprire pian piano cosa si nasconde dietro quella corazza.
Colt porta con sé un senso di colpa e una responsabilità che lo hanno segnato profondamente, e questo spiega molto del suo bisogno di proteggere le persone che ama. Questo suo lato io l’ho trovato davvero dolce e, diciamocelo, vedere quanto Ridley riesca a mandare in tilt il nostro sceriffo è stato decisamente divertente.
“Quella voce. Profonda, roca, e con un tono che mi mise immediatamente sul chi vive. Peccato solo che appartenesse a un cazzone colossale. E non in senso buono, anche se il mio corpo sembrava dissentire.”
E dopo aver parlato di loro singolarmente, finalmente parliamo di loro due come coppia.
In generale devo dirvi che Ridley e Colt, insieme, mi sono piaciuti davvero tanto, soprattutto perché sono due persone completamente diverse, ma proprio per questo riescono a completarsi.
Da una parte abbiamo Ridley, che vuole scavare, fare domande e arrivare fino in fondo a qualsiasi mistero; dall’altra Colt, che vorrebbe tenere tutto sotto controllo e soprattutto proteggere le persone a cui tiene.
E naturalmente, mettere insieme una donna che non sa stare lontana dai guai e uno sceriffo che vorrebbe evitare che lei si cacci nei guai era probabilmente una pessima idea…ma per noi lettori è stata un’ottima idea. Questo tipo di dinamiche le apprezzo molto e, personalmente, ho adorato la loro complicità, la tensione e soprattutto il modo in cui, andando avanti nella storia, imparano a fidarsi l’uno dell’altra.
Non è una relazione che nasce dal nulla: c’è un percorso, ci sono diffidenze, paure e pezzi del passato da affrontare. E forse è proprio questo che mi ha conquistata di loro: non si salvano a vicenda, ma imparano a non affrontare tutto da soli. Ovviamente, in tutto ciò, non dobbiamo dimenticare la componente spicy che, come in altri libri della Cowles, è presente ma non eccessiva. L’attrazione tra loro è sempre presente, ma non diventa l’unico elemento su cui si basa la loro relazione.
“Ma era ben più di questo. Una parte di me lo sapeva, anche se non volevo concentrarmi con troppa attenzione su quel dettaglio, quel frammento di connessione che era molto più profondo di qualsiasi altra cosa.”
Lasciandoci dietro i nostri cari protagonisti, devo assolutamente dirvi qualcosa sulla parte che mi ha fatto diventare una piccola detective: il mystery.
Parliamone, ragazzi, perché io seriamente mi sono sentita tanto una piccola Sherlock, sospettando di tutti i personaggi presenti in questo libro dalla prima all’ultima pagina.
Catherine Cowles è riuscita a tenermi incollata alle pagine perché, per gran parte della lettura, continuavo a chiedermi cosa fosse realmente successo e soprattutto di chi potermi fidare. Ho formulato così tante teorie che, a un certo punto, avevo praticamente accusato mezzo paese.
Ogni nuovo indizio mi faceva cambiare idea e, proprio quando pensavo di aver finalmente capito tutto, arrivava qualcosa che rimetteva in discussione le mie certezze.
Mi è piaciuto molto anche il modo in cui il mistero si intreccia con la storia personale dei protagonisti. Non è semplicemente un elemento messo lì per creare suspense, ma qualcosa che ha delle conseguenze concrete sui personaggi e sul loro rapporto.
“Casa. Ma mentre accompagnavo Ridley verso la porta, non potei ignorare il fatto che la mia baita non mi era mai sembrata una casa finché lei non l’aveva riempita di luce.”
Lo stile della Cowles fa proprio questo: ti coinvolge. Lei riesce a tenerti incollata alle pagine perché, per gran parte della lettura, ti sprona sempre a capire, attraverso indizi e input, cosa potrebbe essere successo e soprattutto di chi ci si potrebbe fidare.
Il suo modo di scrivere riesce a mescolare romance, suspense, mistero ed emozioni senza far sembrare nessuna di queste componenti fuori posto.
“Questa cosa tra me e Colt non era solo piacere, o almeno, lo era, ma era anche molto di più. Lui vedeva in me cose che nessuno si era mai preso la briga di riconoscere. Capiva i colori con cui dipingevo il mio mondo perché parlava la lingua del mio dolore.”
Per me, la sua più grande qualità è che riesce a farmi affezionare ai personaggi e, contemporaneamente, a farmi venire voglia di scoprire cosa succederà nella pagina successiva. Ho apprezzato tantissimo anche l’atmosfera del libro: quel senso di mistero che rimane costante e che ti fa continuare a cercare indizi insieme a Ridley.
Personalmente, All Missing Pieces mi ha conquistata proprio per questo equilibrio.
Ho avuto il romance che cercavo, una buona dose di spicy, personaggi che mi sono entrati nel cuore e, soprattutto, un mistero che mi ha fatto giocare al detective per tutta la lettura.
Insomma, Catherine Cowles ha colpito ancora. E a questo punto credo di avere un problema: ogni volta che vedrò uscire un suo libro, dovrò leggerlo. Seriamente, questo libro mi ha creato dipendenza e, seppure riconosca che non sia perfetto al cento per cento, a me ha intrattenuto tantissimo.
Forse anche perché, per la prima volta, ho reputato la parte mystery molto più emozionante e intrigante della parte romantica, una cosa che non mi succede sempre con i libri che ho letto nel tempo.
“Tu sei Ridley Sawyer, sei capace di stendere gli stronzi con un taser e domare fratelli scontrosi. Puoi fare qualsiasi cosa.”
E quindi, verdetto finale?
Catherine Cowles mi ha fregata un’altra volta.Sono entrata in questa storia pensando di dover semplicemente leggere un romantic suspense e ne sono uscita con più teorie di una vera detective, completamente presa da Ridley e Colt e con la certezza che questa autrice sia ormai diventata una garanzia per me.All Missing Pieces è mistero, tensione, romance, spicy e soprattutto quella voglia irrefrenabile di andare avanti ancora “solo per un altro capitolo”.
E se un libro riesce a farmi sospettare di chiunque, farmi innamorare dei protagonisti e farmi arrivare alla fine con la sensazione di non averne mai abbastanza… per me ha già vinto.Catherine, ci vediamo al prossimo caso.
Io il taccuino da detective non lo ripongo più.
Spero di avervi convinti a mettere questo libro in TBR, perché, seriamente, merita davvero tanto. Adesso vi lascio andare e vi ringrazio come sempre. Ci vediamo alla prossima recensione, miei cari unicorni.
La vostra My Little Pony di quartiere,


