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Recensione — Face Off di Chelsea Curto

Titolo: Face Off

Autrice: Chelsea Curto

Serie/Saga: #1 della serie The DC Stars, autoconclusivo

Editore: De Agostini

Genere e sottogenere: Contemporary romance, sport romance

Prezzo: 10,99€ e-book, 17,55€ paperback

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Trama

Lui è il capitano che tutti amano. Lei la nuova arrivata che non conosce nessuno.
Ma quando Maverick ed Emmy si incontrano, dentro e fuori campo, l’attrazione è innegabile e immediata. Emmy però è lì per vincere, non ha tempo da perdere con sentimenti e altre distrazioni: è così decisa e talentuosa che niente può mettersi sulla sua strada. Peccato che con Maverick di mezzo nulla sia semplice: ogni sguardo diventa una sfida, ogni parola un duello, ogni contatto un rischio. E più cercano di tenersi a distanza, più il desiderio li spinge l’uno verso l’altra, trasformando la competizione in una tentazione a cui è difficile resistere.
Tra allenamenti estenuanti e una rivalità bruciante, i due stringono un patto: solo divertimento, nessun coinvolgimento. Ma più la stagione avanza più Maverick ed Emmy scoprono di essere finiti in una sfida molto più pericolosa del previsto: quella del cuore.
Perché, come nello sport, anche in amore non esistono mezze misure: si può scegliere di restare al sicuro o rischiare tutto per un’unica, irripetibile vittoria.

Recensione

Mie care brioscine, nel vastissimo universo dei romance sportivi ambientati nell’hockey distinguersi è diventato complicato. Le dinamiche si somigliano, i trope tornano ciclicamente e spesso il ghiaccio sembra già tracciato.

Face Off, invece, lascia il segno perché osa davvero: una donna che entra in una squadra maschile della National Hockey League.

Non è ancora una realtà concreta, ed è proprio qui la forza della storia. L’autrice non ignora il presente, ma sceglie di immaginare un futuro possibile — con consapevolezza, ma anche con speranza.

Emerson non è lì per fare numero. Non è una mossa mediatica. È lì perché è forte. Perché ha lottato. Perché se lo è meritato.

«Sei una donna nella NHL, Hartwell. Stai infrangendo tutti gli stereotipi, cazzo. Non c’è una sola persona là fuori che ti consideri un fallimento.»

Sì, arriva come sostituzione per un infortunio. Ma il punto è uno solo: vogliono lei come ala sinistra degli Stars. E questo cambia tutto.

È un traguardo enorme, ma anche un campo minato: pressioni, aspettative, sguardi che analizzano ogni singolo movimento. Dopo anni di sacrifici, ottiene finalmente l’occasione che aspettava, ma entra in un ambiente dove ogni errore pesa il doppio e ogni successo viene messo sotto la lente.

«Devo rubare la mia ala sinistra per un secondo. C’è una questione urgente che riguarda la lunghezza dei bastoni, e la sua opinione è fondamentale.»

E poi c’è Maverick. Il suo futuro capitano.

Il loro primo incontro? Disastroso.
Lui la scambia per una fan.
Lei pensa il peggio di un capitano che non conosce nemmeno il nuovo acquisto della squadra.

Ma la prima impressione non è quella giusta.

Sì, Maverick inciampa. Fa un passo falso.
Ma è leale con i suoi giocatori, intelligente, attento. E soprattutto è un uomo profondamente buono.

Ama incondizionatamente la sua nipotina putativa. Porta avanti iniziative benefiche lontano dai riflettori. Si prende cura della squadra come una vera guida.
Insomma, una green flag ambulante con un bel faccino — come lo chiama Emmy.

«Perché devi essere così dannatamente sexy e pure un bravo ragazzo?»

Superata la fase iniziale, la quotidianità del giocare e allenarsi insieme permette ai due protagonisti di conoscersi davvero. C’è il gioco delle “500 domande” che Maverick le impone con ostinazione, le cene con la squadra, i momenti condivisi che lentamente sciolgono le difese.

Sarà durante una trasferta che la dinamica tra loro cambia ritmo e diventa decisamente più intensa. La componente spicy è coinvolgente, passionale ma sempre coerente con i personaggi, con un tocco di ironia che la rende naturale e mai forzata.
I personaggi secondari sono un’aggiunta fantastica: tra le chat, i nomignoli e le prese in giro rendono una parte del libro a tratti esilarante.

Cosa mi è piaciuto del romanzo? I protagonisti sono maturi. Non c’è miscommunication costruita ad arte. Non c’è il solito nonnismo esasperato. E soprattutto non si scivola nel banale misoginismo.

Cosa non mi ha convinto del tutto: il protagonista un po’ troppo perfetto, alcuni aspetti resi nebulosi che avrei voluto più approfonditi, e un po’ più di sport.

I protagonisti comunque rendono facile l’empatia, soprattutto con i loro sentimenti e i nomi salvati nella chat. Guardateli attentamente, li adorerete.

È una storia che parla di rispetto, sulla pista da hockey e nella vita, di sacrifici e di rivalse, di found family e di amore che scocca in maniera normale e naturale.

«Non so se perderemo la partita oppure no. Non me ne frega un cazzo, perché ho già vinto. Ho lei, ed è il premio migliore di tutti.»

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