
Titolo: Rivale cercasi
Autrice: Hannah Nicole Maehrer
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Numero del volume della saga: Volume 4 (della serie Assistant to the Villain)
Data di uscita: 8/09/2026
Genere: Cozy Fantasy / Romantic Fantasy (Romantasy)
Tropes principali: Grumpy x Sunshine; Boss / Employee Dynamic; Slow Burn & Lingering Awkwardness
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TRAMA
Evie avrebbe voluto essere un’impiegata modello nel Maniero del Massacro: leale, efficiente e coinvolta in tradimenti, complotti e torture solo quel tanto che basta. Ma con la pericolosa profezia che incombe sul regno di Rennedawn, minacciandone la magia stessa, e la scoperta dei poteri che le erano stati sottratti da piccola, la situazione di Evie sta precipitando. Più che un promettente piano quinquennale, questo sembra un disastro colossale. La profezia continua ostinatamente a puntare il dito contro di lei e… Be’, se il mondo intero ti considera malvagia, tanto vale calarsi nella parte e fare le cose in grande. Il problema è che più Evie abbraccia la sua nuova «era da cattiva», più il suo capo si comporta come l’eroe di una storia completamente diversa. Trystan si sta facendo decisamente troppo vicino, ben oltre ciò che è saggio, consigliabile o anche solo lontanamente professionale, e la guarda come se lei avesse già scelto da che parte stare. Ovviamente, dalla sua. Un tempismo davvero pessimo, perché se Evie non riuscirà a salvare la magia del regno – e anche Trystan -, potrebbe finire per rivelarsi la loro minaccia più grande.
RECENSIONE
Tornare a Rennedawn con Rivale cercasi, quarto, e ovviamente non ultimo, perché sia mai chiudere una storia quando la si può spalmare all’infinito, capitolo della serie di Hannah Nicole Maehrer, doveva essere una festa. E invece ci ritroviamo qui, con l’amaro in bocca e un leggero tic all’occhio.
Sulla carta succedono un sacco di cose: Evie scopre di essere la vera depositaria della magia del Cattivo (e, grande sorpresa, non ha la benché minima idea di come controllarla), mentre l’ennesima profezia apocalittica minaccia il regno. Nel frattempo, lei e Trystan continuano a gestire le fila del loro destino tra la catastrofe imminente e il consueto, inesauribile imbarazzo amoroso. Il resto “dell’armata brancaleone” di amici, parenti e colleghi fa quello che sa fare meglio: dividersi le mansioni, collezionare traumi passati, scambiarsi battute brillanti e infilarsi in situazioni ridicole a un passo dalla morte.
«Che cosa avete… Mi avete appena chiamata “amore”?»
«Tra tutte le rivelazioni degli ultimi tempi, questa dovrebbe essere la meno sconvolgente» ribatté piatto lui.
Intendiamoci, la Maehrer è bravissima a gestire un POV corale. Nessuno è un semplice manichino comico: hanno tutti tridimensionalità, paure e segreti. C’è persino una scena bellissima dentro un libro magico che scava nel loro passato, e dopo ben tre libri di estenuante attesa scopriamo finalmente la storia di Alexander Kingsley, la rana più famosa del fantasy.
«Evie, avresti potuto colpirlo con una spranga con sopra scritto “Ti amo” e lui non avrebbe capito comunque.»
«Grazie, Gideon» replicò Sage con esagerata dolcezza.
Gideon sollevò il bicchiere. «A tua disposizione.»
Ma arriviamo al punto dolente. Questo quarto capitolo non è un romanzo con una sua dignità individuale: è un lunghissimo, estenuante “lo scopriremo nella prossima puntata”.
Risposte concrete?
Praticamente zero.
In compenso, ogni mezzo indizio genera tre nuovi dubbi esistenziali, culminando nell’ennesima minaccia secondo cui Evie potrebbe diventare la Villain definitiva e Trystan l’Eroe destinato ad abbatterla.
Che novità.
Allora lei gli si lanciò tra le braccia. E lo baciò.
A questo punto la domanda sorge spontanea e drammatica: ma sono io che sto sviluppando una grave allergia ai libri appena usciti delle mie saghe preferite, che invece di regalarmi gioia mi provocano solo un principio di ulcera?
Oppure la mia UNPOPULAR OPINION è sacrosanta e questa saga sta inesorabilmente perdendo ogni straccio di mordente?
Diciamocelo con estrema e ironica sincerità: quando si continua ad allungare il brodo solo per vendere un volume in più, la freschezza e la bellezza dei primi libri si sciolgono come neve al sole. L’effetto è quello del criceto sulla ruota: la narrazione gira a mille, ci sono i soliti battibecchi spassosi, la tensione romantica è sempre lì… ma alla fine della lettura ti accorgi di essere rimasta esattamente allo stesso punto di prima, solo con tre anni in più sulla carta d’identità.
“Rivale cercasi” resta una lettura godibile, a cui è persino difficile volere male perché ai personaggi ci si affeziona davvero. Ma la sensazione di essere presi in giro con il solito giochino del “posizioniamo le pedine per il prossimo scontro finale” comincia a farsi pesante. Speriamo che il prossimo capitolo si ricordi di cosa rendeva questa saga così speciale all’inizio, prima che il brodo allungato trasformi l’entusiasmo in rassegnata stanchezza.

